Senigallia e le barriere antirumore: tutti i dubbi al progetto Rfi

Cresce la preoccupazione tra i residenti e gli esercenti della spiaggia di velluto: pregi e difetti di un intervento che coinvolge tutte le città costiere

Il cantiere in via Perugia, a Senigallia, per l'installazione delle barriere antirumore
Il cantiere in via Perugia, a Senigallia, per l'installazione delle barriere antirumore

SENIGALLIA – Si amplia il dibattito sulle barriere antirumore che RFI realizzerà sulla costa adriatica, interessando quindi anche la spiaggia di velluto. Cresce la preoccupazione per un progetto che potrebbe di fatto tagliare in due la città separandola dal mare. Ma se da un lato bisogna salvaguardare gli aspetti prettamente ambientali e paesaggistici, dall’altro si devono tenere in considerazione anche gli effetti sul rumore, sulle correnti d’aria e, in generale, sulla vivibilità delle aree in prossimità di tale intervento. Senza dimenticare turismo ed economia locale.

I primi a essere preoccupati sono i residenti: molti hanno espresso perplessità sui social network in merito al piano antirumore ideato da Rfi. Certamente la riduzione del rumore è un fatto più che positivo, ma c’è chi sottolinea l’enorme impatto visivo e ambientale di tali barriere, che potrebbero essere alte anche 10 metri e non semitrasparenti, come sono state installate invece in via Perugia.

Altri invece evidenziano come verrebbe a mancare alle abitazioni prospicienti persino l’aria: le barriere bloccherebbero il circolo e se ciò potrebbe essere positivo in inverno (quando molte case però sono disabitate), sarebbe molto negativo d’estate, togliendo l’unica possibilità di refrigerio nelle giornate afose. Inoltre c’è il rischio che l’inquinamento non venga disperso proprio a causa dell’assenza di correnti dal mare. Senza contare che per coloro che abitano a ridosso delle barriere, lato monte, sarebbe inevitabile un aumento del rumore del traffico.

C’è però un aspetto molto concreto che tiene tutti col fiato sospeso: oltre al rischio esproprio per poter realizzare l’intervento (e ancora non si è capito con chiarezza se si tratti di esproprio temporaneo, finalizzato dunque al periodo dei lavori, oppure definitivo), chi abita a ridosso della ferrovia intravede da lontano un possibile calo del valore delle abitazioni, a cui verrebbe a mancare proprio la vista mare che le rende così appetibili sul mercato immobiliare.