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Senigallia

Senigallia, all’asta l’ex bastione di via Rodi

Dei 22 appartamenti ancora da realizzare nel rione Porto con la mancata valorizzazione delle mura urbiche, rimangono solo un grosso scheletro e il degrado: sono in vendita per 1,5 milioni di euro

All'asta l'immobile ancora da costruire all'ex bastione di via Rodi, a Senigallia
All'asta l'immobile ancora da costruire all'ex bastione di via Rodi, a Senigallia. Foto tratta da Luffarelliasteimmobiliari.it

SENIGALLIA – Oltre all’intera area della ex Sacelit ed ex Italcementi, la spiaggia di velluto vedrà andare all’asta anche un altro pezzo di città molto in vista. Si tratta dell’edificio sull’ex bastione di via Rodi, un altro tentativo di riqualificazione – criticato da molti esponenti per le cubature non adatte al contesto – andato male.

La realizzazione dell’edificio si è fermata per il fallimento della ditta costruttrice, la Alca Costruzioni, lasciando un grosso scheletro appoggiato sulle mura della città antica. L’immobile di via Rodi, non lontano dal recupero – questo sì riuscito – dell’ex arena Italia, andrà all’asta il prossimo 14 luglio per un importo di base che supera il milione e mezzo di euro, 1.564.800 per l’esattezza.

Il progetto per l’ex bastione di via Rodi, zona rione Porto, uno degli ultimi angoli rimasti non riqualificati dal degrado, prevedeva inizialmente una struttura di tipo residenziale e commerciale: ben 22 appartamenti, 47 autorimesse e 10 cantine sarebbero stati realizzati oltre ai locali ad uso condominiale, per una superficie residenziale lorda di circa 1.900 mq, quella adibita a garage 970 e quella riservata alle cantine 105. 

Il tutto a ridosso delle mura urbiche della città, dando luogo a numerose polemiche perché ritenuto da molti di dimensioni spropositate per la città. Tra gli oneri di urbanizzazione era prevista proprio la riqualificazione anche di un tratto delle mura storiche con un camminamento, oltre al rifacimento della strada, alla realizzazione di sottoservizi, marciapiedi, relative alberature e sistemazioni a verde.

Del fabbricato, rimasto fermo al solo scheletro esterno e interno in calcestruzzo armato, rimangono da ultimare le suddivisioni interne tra i vari appartamenti e tutte le rifiniture. Se venisse acquistato, cosa non scontata in un periodo di difficoltà come questo, sarebbe una buona notizia per tutta la città ma soprattutto per il quartiere che oggi può solo sperare nella conclusione di un intervento fermo da anni.