Senigallia, l’associazione Amici Disabili scrive al sindaco: «fate presto»

I genitori di alcuni ragazzi con disabilità scrivono al primo cittadino ricordando alcuni impegni presi addirittura a inizio mandato: «la politica spesso non ha i tempi della vita reale»

I componenti dell'associazione Amici Disabili di Senigallia
I componenti dell'associazione Amici Disabili di Senigallia

SENIGALLIA – L’associazione “Amici Disabili” ha scritto al sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi una lettera aperta per sollecitare la risoluzione di alcune tematiche già discusse nei mesi precedenti. I genitori di alcuni ragazzi con disabilità hanno preso spunto dalle dichiarazioni del primo cittadino per ricordare alcuni impegni, tra cui la modifica al regolamento sulla compartecipazione alle spese da parte delle famiglie degli assistiti, su cui la tempistica gioca un ruolo fondamentale.

Dagli incontri risalenti a prima dell’inizio del secondo mandato elettorale, datati 27 aprile 2015, agli ultimi dell’aprile 2018, oltre agli impegni verbali, infatti, pochi passi avanti sono stati fatti. Motivo per cui Amici Disabili ha scritto che «il suo mandato (di Mangialardi, Ndr) giunge al termine e come ha affermato in una recente intervista del 24/7/2019 “Sto vivendo questi ultimi mesi… con impegno, passione, dedizione e amore per la città, per far sì che si completi il progetto politico e amministrativo… con una attenzione in particolare alle politiche del turismo, della cultura, dei servizi sociali…”, auspichiamo che le Sue intenzioni riguardino anche la disabilità».

In particolare, per quanto riguarda la compartecipazione delle famiglie ai servizi sociali rivolti ai disabili, dall’aprile 2018 era iniziato un «dialogo costruttivo con il dirigente dei servizi socio sanitari Maurizio Mandolini e con l’assessore al welfare Carlo Girolametti». Costruttivo perché a una proposta pensata dall’amministrazione è seguita una controproposta delle famiglie (31 ottobre 2018) che riducesse la quota – giudicata troppo onerosa – a carico dei nuclei familiari. Nulla più, però, oltre alla risposta giunta a dicembre 2018 e da allora sono trascorsi ben 7 mesi.

«Malgrado le rassicurazioni verbali sulla modifica del regolamento alla compartecipazione secondo i nuovi criteri condivisi con la nostra associazione, non abbiamo ancora nulla di ufficiale: dopo aver pagato fatture pesanti fino a dicembre 2018, siamo fermi con i pagamenti a gennaio 2019, in attesa di quanto promesso. Vogliamo pagare, come è giusto che sia, ma chiediamo di accelerare i tempi della modifica per non trovarci un accumulo di pagamenti di rate mensili arretrate: data l’ingente spesa da sostenere è difficile – spiegano da Amici Disabili – mettere da parte in attesa delle corrette fatture, perché la disabilità è tanto, troppo onerosa. Comprendiamo che la politica spesso non ha i tempi della vita reale, ma non ce la facciamo più!»

Altro tema su cui accelerare è inoltre quello della Consulta per i diritti della persona disabile che, stando alle interviste di sindaco e assessore sembrerebbe istituita ma che, secondo le famiglie, deve essere ancora votata nell’Unione dei Comuni e quindi «non è istituita, né alcuna associazione che si occupa di disabilità è stata convocata per farne parte. Auspichiamo che anche questa promessa venga concretizzata prima della fine del suo mandato. Pertanto – concludono da Amici Disabili – chiediamo la sua disponibilità ed attenzione perché solo una città che ascolta le persone deboli può essere considerata una città veramente accogliente».