Senigallia, forse una necropoli sotto lo scavo di via Baroccio

Manca ancora un quadro generale del ritrovamento, ma i tre scheletri rinvenuti, dei quali non si conosce l'età, potrebbero risalire al sesto secolo d.c.. L'ipotesi è quella di un collegamento con il più importante sito archeologico sotto il teatro La Fenice

Il cantiere edile all’ex molino Tarsi, tra viale Leopardi e via Baroccio, a Senigallia
Il cantiere edile all’ex molino Tarsi, tra viale Leopardi e via Baroccio, a Senigallia

SENIGALLIA – Potrebbe esserci una necropoli sotto il terreno dell’ex molino Tarsi. Lo rivelano la Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche e il dipartimento di archeologia dell’Università di Bologna, che si sono interessati della scoperta fatta alcuni giorni fa nel cantiere tra viale Leopardi e via Baroccio. Almeno tre gli scheletri rinvenuti, che potrebbero appartenere a uno stesso nucleo familiare, in una zona dove già in passato sono emersi reperti importanti.

Come primo passo erano state eseguite delle indagini con georadar, come confermato dal sindaco Maurizio Mangialardi, motivo per cui si sapeva dove scavare senza danneggiare nulla. Poi sono state delimitate alcune aree e lì si è proceduto scavando più delicatamente e pulendo a mano per poter rinvenire le ossa ancora ben composte di tre scheletri umani, due adulti e un bambino. Ma sotto potrebbe esserci altro.

Il fatto che i reperti siano disposti bene e in modo quasi regolare fa pensare a una necropoli, come ha confermato, in un’intervista,  la funzionaria della Soprintendenza Maria Raffaella Ciuccarelli. Purtroppo non sono stati ancora rinvenuti reperti che possano permettere di datare le tombe a un periodo preciso. Considerata la profondità dello scavo, una stratificazione a circa 3,5 metri, si pensa che possano appartenere all’epoca medievale.

Manca comunque un quadro generale dell’area dell’ex molino Tarsi: potrebbe cioè nascondere una parte della necropoli risalente ai primi secoli d.c. come ipotizzato dal responsabile del dipartimento di archeologia dell’Università di Bologna che ha visionato lo scavo assieme alla Soprintendenza regionale. Forse potrebbe essere collegata alla necropoli rinvenuta sotto il teatro La Fenice, a poche centinaia di metri di distanza, dove c’è il più importante sito archeologico di Senigallia appartenente all’epoca romana con reperti anche antecedenti.

Ulteriori approfondimenti arriveranno però con altre indagini più precise su denti e ossa degli scheletri rinvenuti, mentre per il momento non verranno fatte altre analisi del sottosuolo del vicino parcheggio dell’ex pesa pubblica.

I lavori allo scavo di via Baroccio, come spiegato dal sindaco stesso, riprenderanno però velocemente: si tratta di un cantiere edile molto importante per il futuro dell’area da tempo in degrado e ora finalmente a pochi mesi dalla sua rinascita. Tombe permettendo.