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Senigallia

Alberi monumentali: anche le valli del Misa, Nevola e Cesano sono ricche di piante secolari

Nell'elenco delle piante enormi o prestigiose riconosciute dal ministero per l'agricoltura ci sono diverse essenze con radici nelle valli del Misa, Nevola e Cesano

Alberi monumentali: la "Cerquagrossa" a Serra de' Conti
Alberi monumentali: la "Cerquagrossa" a Serra de' Conti

SENIGALLIA – C’è anche la spiaggia di velluto, oltre a Montemarciano, Arcevia, Morro d’Alba, Serra de’ Conti, Mondavio, Pergola, Serra Sant’Abbondio e San Lorenzo in Campo e diversi altri comuni delle Marche nell’elenco nazionale degli alberi monumentali approvato con decreto ministeriale D.M. N.5450 del 19/12/2017.

Un elenco per documentare con tutte le informazioni possibili e con alcuni rilievi fotografici quegli alberi monumentali che sono considerati dal Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) assolutamente rilevanti per età, dimensioni, forma e portamento, valore ecologico, storico, culturale o religioso o pregio paesaggistico.

E allora troviamo (tra gli alberi monumentali per cui è concluso l’iter di riconoscimento) nel cimitero Le Grazie di Senigallia due alberi imponenti: un cerro da 27 metri di altezza e 3,2 metri di circonferenza) e un pino domestico alto “solo” 17 metri ma dalla circonferenza di ben 3,5 metri.

l'olmo bello o olmo di Lando, nella campagna di Senigallia
l’olmo bello o olmo di Lando, nella campagna di Senigallia

Non vi si trova più purtroppo l’olmo bello o olmo di Lando, una spettacolare pianta nelle campagne senigalliesi che fino agli anni ’30-40 era meta di passeggiate e scampagnate per tante famiglie: aveva una chioma che arrivava quasi fino a terra da ben 30 metri di altezza, 110 di circonferenza e 35 di diametro (FOTO a destra, pubblicata dalla Regione Marche in “Il patrimonio vegetale delle Marche”, 1981, tratta originariamente da “Rassegna Marchigiana”, Luigi Serra, 1923).

In località La Piana, poco dopo la frazione Osteria, a Serra de’ Conti, esiste una quercia da ben 23 metri di altezza per 5 di circonferenza con una chioma che arrivava fino a 34 metri prima che fulmini e una abbondante nevicata nel 1994 la rovinassero. La “Cerquagrossa” – così è chiamata – ha un’età stimata in 300/400 anni (FOTO in alto), posizionata in mezzo a un vasto prato tra la strada e il greto del fiume Misa.
Ad Arcevia, in zona Santo Stefano, c’è un leccio da 18 metri ma ben 3,6 di circonferenza, mentre nello stesso comune ma in zona c’è una roverella (la quercia più diffusa in Italia, nome scientifico Quercus pubescens Willd.) da 12 metri di altezza ma prestigiosa per la sua forma che si erge su un tronco da 3,4 metri di circonferenza.

A San Vito sul Cesano e San Severo, due località di San Lorenzo in campo, vi sono due roverelle da oltre 4 metri di circonferenza e 18 metri di altezza; a Montesecco di Pergola un’altra roverella da 19 metri; a Mondavio, nel giardino intitolato a Giacomo Leopardi, troviamo invece un cedro del Libano e una robinia da 4,3 e 4,1 metri di circonferenza, per 11 e 10 metri di altezza.
Anche Morro d’Alba ha tra gli alberi monumentali la sua pianta di pregio per forma e portamento: è nella corte di Villa Carotti in zona Sant’Amico, zona in cui si produce il vino Lacrima, dove svetta un leccio da 25 metri (3,25 mt di circ.).
Scendendo verso Montemarciano, in zona Villa Colle Sereno Buffarini, c’è un cipresso da quasi 27 metri di altezza, per il quale è stata avanzata anche una proposta di “interesse pubblico”.

Il tasso a Serra Sant'Abbondio
Il tasso a Serra Sant’Abbondio

A Serra Sant’Abbondio, alle pendici del Monte Catria, nei pressi del monastero di Fonte Avellana, c’è una pianta (FOTO in basso, cortesemente concessa da Marco Giardini) che innalza notevolmente la “qualità” di questo elenco di alberi monumentali: si tratta di un tasso di 22 metri di altezza per 5 m di circonferenza che si stima essere addirittura millenario. Essendo una pianta che cresce molto lentamente, è paragonabile per alcuni a una quercia di circa 400/500 anni.

L’elenco degli alberi monumentali continua poi con altre piante sparse in tutta la Regione Marche e in tutta la nazione, ma contiene solo le essenze arboree per le quali si è concluso l’iter di riconoscimento da parte del Ministero per le politiche agricole e forestali. Di certo il paese ha in realtà un patrimonio ben più numeroso di piante secolari o prestigiose di cui – spesso – la comunità (anche locale) non è nemmeno a conoscenza. Di certo potrebbe essere uno spunto per nuove iniziative di sensibilizzazione ambientale o anche di promozione turistica, purché siano colte da qualcuno.