Sanità, il sindaco di Arcevia scrive ai vertici di Asur e Regione

Sospesa la radiologia, manca il medico della Potes e gli specialisti. Perticaroli chiede un incontro: «La salute è un diritto fondamentale. Non vorrei che la pazienza fin qui dimostrata sia considerata segno di accondiscendenza o di disimpegno»

L'ospedale di comunità ad Arcevia
L'ospedale di comunità ad Arcevia

ARCEVIA – Il sindaco Dario Perticaroli ha scritto una lettera al presidente della Regione Luca Ceriscioli, al direttore generale Asur Alessandro Marini e al direttore di Area Vasta 2 Giovanni Guidi. Al centro le diverse criticità riguardo il presidio sanitario locale e soprattutto il rischio di un ulteriore declassamento dell’unica struttura cittadina in casa della salute di tipo B.

Arcevia è uno infatti dei primi comuni ad aver subito un ridimensionamento dei servizi sanitari: nel 1999 la trasformazione a ospedale di classe C e poi, nel 2016, a ospedale di comunità. Il continuo taglio a personale, macchinari e strutture sta portando la sanità – soprattutto per le comunità montane – al collasso.

Il sindaco di Arcevia ha scritto ai vertici politici e sanitari regionali segnalando diverse carenze: da molto tempo non è più attivo il presidio medicalizzato H24 nonostante la Potes (Postazione Territoriale dell’Emergenza Sanitaria) di Arcevia sia al servizio anche dei comuni di Serra de’ Conti, Barbara, Castelleone di Suasa e Ostra Vetere; oltre al medico, mancano anche alcuni specialisti che prima presenti, come il neurologo e l’ortopedico. Disagi anche per il servizio di radiologia, che trasmette le immagini digitalizzate all’ospedale di Senigallia, e che è attualmente sospeso: «Non è accettabile – scrive Perticaroli, eletto lo scorso maggio – che, in una struttura sanitaria quale quella di Arcevia, dotata di tali attrezzature, per le quali la collettività ha sostenuto importanti costi, le stesse non vengano utilizzate per la mancanza di personale medico e/o tecnico». Infine la questione dei posti letto, diminuiti a 20, di cui 8 per cure intermedie e 12 RSA per cui serve almeno un potenziamento.

«Ritengo che la salute sia un diritto fondamentale, pertanto è necessario impegnarsi insieme affinché questo principio non venga leso ai danni dei cittadini delle realtà più periferiche e disagiate, come la nostra, che invece hanno bisogno di servizi migliori e di risposte più adeguate e tempestive ai loro bisogni e alle loro emergenze, anche tenendo conto del fatto che si tratta di una popolazione mediamente di età avanzata. Manifesto la mia ferma preoccupazione e quella di tutta la cittadinanza per la situazione in essere. Chiedo pertanto il mantenimento ed il potenziamento dei servizi affinché sia salvaguardato il diritto alla salute dei cittadini senza distinzioni territoriali. Non vorrei che la nostra sobrietà istituzionale, la comprensione e la pazienza fin qui dimostrata sia considerata segno di accondiscendenza o di disimpegno».

A tal proposito, Perticaroli ha chiesto fin da subito di incontrare i vertici della sanità regionale per trovare le soluzioni adeguate e ripristinare i servizi soppressi o ridimensionati.