Sanità, ancora disagi per i pazienti di Senigallia

Funziona la tac ma non il carrello elevatore e il paziente non può essere sottoposto all'esame. Ma questa è solo l'ultima segnalazione dopo i gravi casi verificatisi anche ad Ancona e Fabriano: «Se questa è la buona sanità...»

Sanità pubblica: l'area interna dell'ospedale di Senigallia
Sanità pubblica: l'area interna dell'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – Non si esauriscono le segnalazioni di casi in cui la sanità pubblica non si mostra nella sua condizione migliore. L’ultima riguarda una tac non effettuata a un paziente e rimandata non per le continue rotture del macchinario come fino a qualche settimana fa, ma per il mancato funzionamento del carrello elevatore per i non autosufficienti.

A segnalare il caso sono stati i familiari di un paziente la cui prestazione è stata rimandata di qualche giorno, ma che ha fatto comunque scatenare la protesta, perché con l’arrivo della Tac mobile e – più avanti – di quella fissa, si sperava che fossero finiti i problemi alla radiologia senigalliese. Ma anche qui sembra che ci sia più di un nodo da risolvere.

«Innanzitutto che in un ospedale via sia attrezzatura non a norma – intervengono dal “Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia” – è una cosa che fa accapponare la pelle perché oltre a essere fuori legge è anche una mancanza di rispetto per tutti i pazienti, in primis i non autosufficienti. Inoltre tornano in ballo le fandonie sulla Tac, anzi sulle due Tac che sono state annunciate a gennaio dai competenti sulla sanità: dovete sapere che la seconda non arriverà mai perché, non l’ingegneria clinica come erroneamente era stato detto, ma il servizio acquisti e logistica con gara Consip non ha presentato in tempo la richiesta. Capite senigalliesi? L’Ospedale non avrà una Tac perché i responsabili se ne sono dimenticati».

Nel quadro complessivo regionale, poi, ci sono numerose altre situazioni che non dovrebbero verificarsi. Come l’ultima segnalazione circa la donna di 102 anni di Ancona a cui in tutte le strutture regionali non è stato possibile trovare un posto per una ecografia addominale prima del 2020. Poi la Regione è corsa per trovare un posto tra sei mesi ma «la famiglia, molto dignitosamente, ha dichiarato di non accettare questa carità che ha molto il sapore di una beffa» spiegano ancora dal comitato senigalliese.

E poi la mamma di Fabriano che, senza il pediatra presente, ha dovuto dopo le 23 portare la sua figlia di un anno a Jesi, fermandosi sei volte lungo il tragitto per continui malori della piccola. «Pensate all’ansia di una mamma sola e chiediamoci: se ci fosse stata nostra figlia cosa avremmo fatto?»

A far aumentare la percezione di queste situazioni intervengono certamente anche la tendenza a lamentarsi sempre e a ingigantire le cose, ma di fronte a certe situazioni che si ripropongono con costanza è difficile non parlare di cattiva gestione. Secondo il “comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia”, infatti, le segnalazioni continue non possono essere frutto della creatività dei pazienti, ma sono causate dalle tante persone che dovrebbero amministrare la sanità pubblica come se si trattasse delle proprie finanze e invece sono causa di disservizi ai cittadini e ai pazienti. E infine l’amara conclusione: «Se questa è la buona sanità proclamata dai politici del territorio e della Regione, come sarà quando avranno completato il declassamento stabilito dal loro Piano Regionale Sanitario?»