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Senigallia

Roberto Paradisi traccia un primo bilancio della stagione della Pallavolo Senigallia

Impegnate nel campionato di Serie C, le ragazze devono ancora affermarsi in un campionato davvero complesso e livellato verso l'alto, il tecnico: «Abbiamo buone potenzialità, ma non sempre le esprimiamo»

Roberto Paradisi, allenatore DG Design Miv Pallavolo Senigallia

SENIGALLIA – Tempo di primi bilanci anche in casa U.S. Pallavolo Senigallia: quest’oggi, noi di Centropagina, ci siamo concentrati sulla squadra femminile: la DG Design Miv Pallavolo Senigallia, impegnata nel campionato di serie C e guidata da Roberto Paradisi. Proprio il tecnico senigalliese ci ha spiegato a 360 gradi il mondo della pallavolo locale.

Come valuta questo primo scorcio di stagione della sua squadra?
«La nostra è una squadra con buone potenzialità, è un mix di gioventù ed esperienza in più ruoli, basti pensare ai centrali: a parte Santini le altre sono davvero giovanissime. Avverto tuttavia una certa difficoltà nel tenere alta la concentrazione, le più esperte trascinano tutto il gruppo, ma non sempre è così semplice».

 Possiamo parlare quindi di inesperienza?
«Più che inesperienza direi che ci sono potenzialità non espresse, noto una certa pigrizia nel gestire l’attività agonistica ed è per questo che a volte sono stato un po’ duro. Tutto parte dagli allenamenti, dove bisogna dare il 110%, poi in campo magari si mette in mostra l’80% delle proprie potenzialità perché entrano in gioco altre variabili come l’adrenalina, ma se in allenamento non si da il massimo ovviamente il risultato negativo lo si ritrova in partita».

 Si aspettava un campionato così difficile?
«Direi di si, il livello della Serie C si è alzato notevolmente e non c’è più una grande differenza con la B2, anzi molte giocatrici di Serie B2 scendono di categoria, magari percepiscono meno, ma anche gli allenamenti sono numericamente inferiori quindi questo flusso alza ulteriormente il livello del nostro campionato».

La pallavolo è uno sport molto in voga, poco fa parlava della presenza di molte giovani in prima squadra, immagino siano prodotti della vostra scuola…
«La nostra società ha un settore giovanile importante, recenti dati ci davano in testa a livello provinciale per numero di giocatori coinvolti e logicamente di squadre e quarti su scala regionale. La società ha sempre puntato sui giovani e continuiamo a lavorare con i ragazzi del nostro settore giovanile, in particolare con l’under 13 e 14, inserendo poi elementi dall’esterno in rifinitura alla squadra. Vorremmo essere un faro anche per le società della valle del Misa: in parte ci siamo riusciti, dall’altra permane un certo campanilismo a scapito dello spirito di collaborazione».

Servirebbe un maggiore coinvolgimento quindi…
«Nel pieno rispetto delle identità, sarebbe importante unire le forze verso un unico obiettivo, non si tratta di vampirismo, bensì di una sinergia».

Ed il pubblico apprezza i vostri sforzi?
«Abbiamo uno zoccolo duro di tifosi che vengono a vederci stabilmente, parliamo mediamente di quelle 100-130 persone, poi ovviamente nei momenti clou del campionato o durante stagioni particolarmente fortunate il numero sale, ma in tutta onestà è difficile andare oltre, in C ed in B2 i numeri sono questi. Non dimentichiamo poi che la pallavolo è uno sport tecnico, molto più tecnico rispetto ad altre discipline».

Si può parlare anche di una problematica legata agli impianti?
«Logicamente è difficile incrementare un turismo sportivo o far crescere società locali senza impianti e noi a Senigallia non abbiamo strutture particolari, anzi abbiamo un vero e proprio problema di inagibilità degli impianti. Basti pensare alla nostra società, potremmo incrementare numeri ed interesse intorno alla squadra, ma non lo facciamo perché le strutture oltre un certo limite non lo consentono».

Tornando al campo, quale squadra l’ha impressionata finora?
«Nessuna in particolare, il livello è molto omogeneo, certo ci sono buone squadre, ma nessuna mi ha colpito, perché non credo ci siano squadre “ammazza campionato”. Una compagine come la nostra può battere la capolista, eravamo in vantaggio ed abbiamo perso 3-2 alla fine, e perdere con la penultima, detto ciò una formazione come il Lucrezia è particolarmente ben attrezzata».