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Senigallia

Ricompare il ghetto ebraico sotto piazza Simoncelli a Senigallia

Gli scavi riportano alla luce alcuni manufatti ma si andrà più in profondità. Numerosi i cantieri partiti, come in via Cellini o via Capanna, o che partiranno a breve, come sul lungomare Da Vinci

Gli scavi archeologici in piazza Simoncelli, a Senigallia, per riscoprire il ghetto ebraico
Gli scavi archeologici in piazza Simoncelli, a Senigallia, per riscoprire il ghetto ebraico

SENIGALLIA – Sono numerosi i cantieri avviati o che interesseranno nel breve periodo la città di Senigallia, sia in centro storico, che nelle zone periferiche o sul lungomare. Tra gli interventi più importanti c’è quello sul ponte II Giugno, quello in via Capanna all’ex Messersì, quello sul lungomare Da Vinci alle ex colonie Enel e quello in piazza Simoncelli, di cui sono state iniziate le verifiche sul sottosuolo per eventuali reperti di interesse archeologico prima di passare alla riqualificazione di uno degli ultimi spazi del centro storico ancora non ritoccato.

Partendo proprio da quest’ultimo cantiere in piazza Simoncelli, dietro i portici Ercolani, sono iniziati lunedì 7 settembre gli scavi che dureranno circa 40 giorni; già dopo una prima giornata però sono stati riportati alla luce i primi manufatti. Un ritrovamento che ha destato curiosità anche tra i cittadini: in molti si sono fermati a guardare i resti di quello che un tempo era il ghetto ebraico di Senigallia, tra la metà del ‘600 e l’800. Prima ancora, intorno a marzo scorso, erano stati effettuati i carotaggi per dare una prima “occhiata” al sottosuolo: ora con questo ritrovamento – che dovrà essere oggetto di altre verifiche per capirne anche il valore archeologico o storico – un passo è stato fatto. Ne seguirà anche un altro: quello per verificare l’ipotesi che l’area fosse stata utilizzata secoli fa come approdo portuale, una specie di darsena di cui si erano perse le tracce.

Gli scavi archeologici in piazza Simoncelli, a Senigallia, per riscoprire il ghetto ebraico
Gli scavi archeologici in piazza Simoncelli, a Senigallia, per riscoprire il ghetto ebraico

Per permettere le indagini condotte per conto della Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, verrà scavata una porzione di piazza alla volta, in modo da poter comunque sfruttare la restante area per il parcheggio. Spostate invece le bancarelle lungo i portici durante la settimane e nell’area di piazza Manni il giovedì, quando c’è il mercato settimanale.

Avanzato lo stato del cantiere invece in via Cellini, dove si sta portando avanti l’intervento per il maxi parcheggio a tre piani (di cui due interrati) sulla collina del seminario vescovile. Un parcheggio a ridosso della casa protetta della Fondazione Città di Senigallia ma anche vicino all’ospedale e allo stadio comunale Bianchelli. Dopo la rotatoria delle polemiche (per via della sua inclinazione sul lato di via Monteverdi e dopo aver terminato lo scheletro in cemento armato, sono state poste a dimora anche le prime alberature che dovranno “schermare” la struttura in modo da renderla meno impattante a livello estetico e ambientale. Il termine dei lavori, inizialmente previsto per l’anno scorso prima che una rivisitazione del progetto sconvolgesse il cronoprogramma, è stato posticipato alla fine del 2020.

Anche in via Capanna arriveranno numerosi parcheggi – ma a raso, senza struttura – in via Capanna alta. Nell’area dove un tempo esistevano i capannoni in degrado della ex Messersì, nel breve futuro verranno realizzate una serie di opere private (esercizi commerciali e per servizi terziari) e pubbliche: per quanto riguarda queste ultime significa appunto parcheggi, rotatorie e la predisposizione per il collegamento con la complanare (con la rotatoria dell’ex casello autostradale per la precisione) che sarà però oggetto – si spera di altri interventi edilizi con il meccanismo delle opere di urbanizzazione e che interesseranno, nei mesi/anni prossimi, anche la parte del circolo ricreativo Di Vittorio, del campo da calcio e dei residenti della zona. Nel frattempo sono in fase avanzata i lavori sulla viabilità connessa a viale dei Pini e alla provinciale per Sant’Angelo, per ottimizzare il traffico.

Intervento di rilievo anche sul lungomare Da Vinci, dove a breve dovrebbe partire il cantiere delle ex colonie Enel. L’area di oltre 3 ettari che durante il periodo della seconda Guerra mondiale venne utilizzata come campo provinciale di concentramento degli ebrei (dal dicembre 1943 al giugno 1944), lascerà posto a un residence con circa 30 appartamenti, un albergo e un’area verde. Cancellata – dopo le critiche della cittadinanza – la previsione dell’interruzione del lungomare. La variante al piano urbanistico attuativo della zona CPT Polo turistico, per la riqualificazione dell’area ex colonie Unes-Enel (solo l’acquisto dell’area è costato quasi 3 milioni di euro) è stata approvata a primavera del 2018 ma risalgono ai primi anni 2000 i progetti di riqualificazione della struttura che ospitò anche il centro sociale Mezza Canaja.

Tra settembre e ottobre partiranno poi altri interventi: dalla demolizione e completo rifacimento di ponte II Giugno al restyling del lungomare Mameli, fino all’allestimento delle vetrate per l’ex pescheria del Foro Annonario di cui si parla da tempo.