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Senigallia

Bretella di Montemarciano, i residenti: «Troppo vicina alle case»

Pallotto, portavoce di quanti abitano l’area tra Gabella e via S.Arco: «Abbiamo un progetto alternativo, meno costoso, che tutela l’ambiente e la qualità della vita»

Guliano Pallotto, uno dei residenti impegnati per modificare il progetto della bretella di Montemarciano
Guliano Pallotto, uno dei residenti impegnati per modificare il progetto della bretella di Montemarciano

MONTEMARCIANO – «Noi non siamo contrari all’opera. Chiediamo che sia sicura, che passi distante dalle abitazioni, che vi sia un adeguato ristoro economico per i proprietari a cui vengono espropriati i terreni e che vengano salvaguardate la qualità della vita e l’ambiente circostante. Tutte cose a cui dovrebbe fare attenzione qualsiasi ente pubblico ma ormai è evidente che c’è assolutamente bisogno di ribadirle». A parlare così è Giuliano Pallotto, uno dei residenti della zona di Montemarciano in cui verrà realizzata la bretella di collegamento tra via Honorati, l’area nord della frazione di Marina, e il casello autostradale dell’A14 in zona Gabella.

Bretella di Montemarciano: il progetto

Il progetto, ormai definitivo ed elaborato da società Autostrade, prevede che venga realizzata una nuova strada in una zona residenziale ed agricola. Di fatto allungherà la provinciale Sirolo-Senigallia grazie a una rotatoria al posto dell’attuale incrocio con via Brecciata fino a una seconda rotatoria tra via Palombara e via Molinello (zona Gaggiola/Case Baldini); qui, bypassando via Porcareccia (zona Case Giorgini), si ricongiungerà prima con via S.Arco e poi con via Honorati, portando quindi i mezzi direttamente dal casello autostradale alla rotatoria del Famila.

Lo scopo è quello di ridurre il numero di mezzi che percorrono le vie più trafficate, la statale, via Roma e via dei Platani, tramite un collegamento che possa deviare almeno i mezzi che dal casello poi si dirigono a nord e viceversa, evitando di passare in mezzo alla frazione di Marina e intasando le citate vie. Sono però diversi gli aspetti legati al progetto di società Autostrade che lasciano critici e perplessi i residenti della zona: su tutti c’è il tracciato, che passa troppo vicino alle abitazioni.

Sulla bretella ecco cosa dicono i residenti

«Io sono venuto a conoscenza del progetto per la nuova strada – spiega Pallotto – nel 2017, con l’allora sindaco Liana Serrani. Durante questi anni dell’opera non si è discusso molto e comunque è sempre avvenuto solo su nostra iniziativa perché crediamo che il dialogo tra cittadini e amministrazione sia fondamentale. Purtroppo abbiamo registrato poca trasparenza su lavori e progetti e quindi abbiamo chiesto all’attuale sindaco Damiano Bartozzi quella tutela dei nostri interessi a cui l’amministrazione dovrebbe dedicarsi. Noi ci siamo già adoperati in autonomia proprio perché inizialmente c’è stata una specie di disinteresse sulla nostra causa da parte delle istituzioni: abbiamo fatto redigere da un professionista di fiducia un tracciato alternativo. Un tracciato che non stravolgerebbe il progetto approvato nel 2017, ma modificherebbe alcuni aspetti per noi essenziali, rendendo meno impattante l’opera. Permetterebbe anche di evitare le barriere fonoassorbenti. Ripeto, non siamo contrari, alla bretella ma chiediamo che ci sia più sicurezza e una maggior attenzione alle problematiche di chi abita e lavora in questa zona che ha anche vincoli paesaggistici e rurali».

Percorrendo infatti via Honorati e poi via San Arco in direzione Gabella, la strada che scavalca l’autostrada va a finire proprio a ridosso delle case e dei terreni coltivati, spiega ancora il residente, e la carreggiata si restringe creando una specie di tappo, anche pericoloso dato il piede pesante di alcuni automobilisti. Il nuovo tracciato prevede una curva che, superata l’A14, non costringerebbe a rallentare di molto, pur passando vicino alle abitazioni. Anzi, in un paio di casi passerebbe talmente a ridosso delle proprietà da rendere difficile anche solo creare un accesso per i residenti di via Porcareccia. Inoltre, taglierebbe in due alcuni terreni e renderebbe un lotto praticamente inutilizzabile. Non è previsto inoltre il marciapiedi lato sud, nonostante la strada venga percorsa attualmente da varie persone a piedi che approfittano della tranquillità della campagna; né tantomeno interventi sui sottoservizi, come per esempio l’allaccio alle condotte del gas per le utenze domestiche.

«Con il nostro progetto, la nuova strada resa più snella e funzionale curverebbe prima, in modo da far passare i mezzi un po’ più distanti dalle abitazioni e a una velocità inferiore. Oltre ai risvolti quindi in termini di sicurezza, ci sarebbe un risparmio sia di superficie asfaltata così come a livello economico dell’intero progetto. Abbiamo inviato la documentazione agli uffici competenti di società Autostrade e, per conoscenza, al Comune di Montemarciano».

I residenti della zona di cui Giuliano Pallotto si è fatto praticamente il portavoce, non si sono costituiti in un comitato ma chiedono al Comune una “spalla” nei confronti di società Autostrade in modo da avere più risalto e peso, «dato che vere alternative non ve ne sono». In verità c’era uno studio per una viabilità che portasse fuori dalla frazione di Marina il traffico: l’idea, ripresa dal gruppo consiliare di Progetto Montemarciano, era quella di deviare la bretella non su via Honorati ma di collegarsi a nord con la statale Adriatica nei pressi del deposito Conerobus, costeggiando praticamente il tracciato autostradale. Ipotesi però ritenuta troppo costosa, anche perché dovrebbe essere rinforzata la collina sopra l’autostrada per poter reggere l’impatto di un volume maggiore di traffico e delle opere pubbliche viarie.

Da qui l’appello che i residenti, tramite Giuliano Pallotto, muovono all’amministrazione comunale: «Vorremmo che il sindaco Bartozzi e la giunta appoggiassero il nostro progetto. Non abbiamo bisogno di chiedere con il cappello in mano venti metri ad Autostrade, ma vogliamo far sentire la nostra voce e dare il giusto peso a queste problematiche, compresa quella della tutela ambientale: se dovessero anche installare le barriere fonoassorbenti, oltre a essere pericolose per la fauna, deturperebbero irrimediabilmente la zona interessata dalla bretella. Non possiamo permettercelo».