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Senigallia

Reddito di cittadinanza e di quarantena per lavoratori precari, stagionali e partite iva

Il mondo del lavoro senza tutele né ammortizzatori sociali si organizza: in una web conference è stata ribadita la necessità di misure sociali e di welfare sul lungo periodo, oltre il semplice posticipo di una rata del mutuo

SENIGALLIA – Prima “assemblea virtuale” sul reddito di quarantena quella che si è tenuta mercoledì 18 marzo nella Marche, rigorosamente on line. Convocata dalla rete dei Centri Sociali Marche, con il sindacato di base ADL (Associazione diritti dei Lavoratori) -Cobas, ha visto una partecipazione indiretta di oltre 100 persone che hanno discusso dei provvedimenti per il sostegno economico in questi periodi di stop alle attività causato dall’emergenza coronavirus.

La web call ha permesso a tutte quelle figure di lavoro atipico e precario obbligate in casa senza una prospettiva occupazionale e di reddito, di vedersi, confrontarsi e organizzarsi su come tutelare collettivamente salari, diritti e dignità. Lo scopo ultimo è quello di costruire un percorso per ottenere subito un “reddito di quarantena” per affrontare le primissime esigenze economiche e successivamente conquistare maggiori tutele sociali. 

Un nuovo welfare per garantire equità sociale a tutte quelle categorie che sono ferme a livello lavorativo e che ne risentono in maniera pesante sulla propria pelle. Categorie come gli educatori, le partite iva, gli operatori turistici e sportivi, gli esercenti e i lavoratori agricoli. Tra le richieste, maggiore chiarezza rispetto al decreto sulle forme e i modi di erogazione del sostegno economico e la richiesta del 100% del salario; garanzie sull’accesso ai dispositivi sanitari e agli strumenti di tutela per lavorare in sicurezza; l’annullamento – e non un posticipo – dei pagamenti per evitare il rischio indebitamento a emergenza conclusa. Nel frattempo è stato attivato uno sportello virtuale: redditodiquarantenamarche@gmail.com cui inviare quesiti cui risponderà l’ADL.

«Il decreto “Cura Italia” – spiegano gli attivisti delle Marche – non dà risposte ai lavoratori a chiamata, agli intermittenti, alle lavoratrici domestiche e ai tirocinanti. Non dice quasi nulla su affitti, bollette e mutui. Infine, mantiene la disparità di diritti tra le categorie classicamente garantite e tutte le altre. Si tace completamente sul lavoro sommerso, grigio e nero. Il reddito di quarantena deve anche essere finanziato tramite la tassazione dei grandi colossi web che in questo momento di vita virtuale quotidiana, fanno profitto sulle nostra sfera relazionale».

L’iniziativa è stata salutata con favore dall’associazione politica di Senigallia “Diritti al Futuro” che spiega: «La grave emergenza sanitaria dovuta alla diffusione per contagio del COVID-19 sta producendo preoccupanti conseguenze al nostro sistema economico che andranno sempre di più ad assumere i connotati di gravissima crisi sociale. Grave crisi sociale che toccherà ancora una volta i più deboli, privi di ogni tutela. Una grave crisi sociale per tante categorie di lavoratori che per salvaguardare il bene fondamentale della salute (la loro e quella degli altri) in questa emergenza sanitaria sono “costretti” a non lavorare e a non produrre, grazie al loro lavoro, un reddito».

Una possibile soluzione è quella – suggeriscono – di estendere il reddito di cittadinanza, ampliando significativamente la soglia di accesso per raggiungere tutte e tutti coloro che sono escluse ed esclusi dagli ammortizzatori sociali, semplificando le procedure ed i criteri di accesso e rendere l’erogazione immediata che non si deve esaurire nel periodo della “quarantena” o “dell’emergenza”, ma divenire strutturale.