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Senigallia

Promozione turistica all’unione: è scontro tra FdI e Pd a Senigallia

Dibattito acceso in consiglio ma soprattutto fuori dall’aula, con reciproche accuse. Dai meloniani arriva il «fuori di senno» ai dem che replicano: «Guardatevi allo specchio: fino a due anni fa votavate contro l’unione»

I fuochi d'artificio dell'estate 2018, foto da Comune di Senigallia
I fuochi d'artificio dell'estate 2018, foto da Comune di Senigallia

SENIGALLIA – È un botta e risposta a distanza quello tra Fratelli d’Italia e il Pd senigalliese per la questione del conferimento della promozione turistica all’unione dei comuni “Le terre della marca senone”. Un botta e risposta con reciproche accuse: da un lato gli esponenti del partito della Meloni secondo i quali il centrosinistra avrebbe «dimostrato di essere fuori di senno»; dall’altro i dem che additano i dirimpettai di essere incoerenti e di votare a favore oggi una cosa per la quale ieri votavano contro.

Il dibattito si è acceso questa mattina, lunedì 19 luglio, in aula consiliare, durante la seduta del consiglio comunale, ma è proseguita anche fuori. Dal centrodestra è arrivato il primo attacco facendo leva sul fatto che mentre in alcuni comuni della vallata, «il conferimento è stato approvato anche dal centrosinistra», a Senigallia il Pd si è schierato nettamente contrario al conferimento del servizio di promozione turistica alle Terre della marca senone. «Un provvedimento già votato e approvato all’unanimità dal Comune di Trecastelli e a maggioranza dal Comune di Arcevia – spiegano da Fratelli d’Italia – e presto lo sarà da tutti gli altri comuni dell’unione, quindi anche dal Pd vallivo. Una cosa normale visto che l’iniziativa parte proprio da tutti i sindaci dell’unione dei comuni». Dunque «perché votare contro a Senigallia quando negli altri comuni la sinistra e il Pd hanno votato a favore?» Da qui l’accusa di non essere in sintonia con gli altri gruppi Pd della vallata oppure di «essere ancora frastornati dalla sconfitta del 5 ottobre 2020» e senza una guida carismatica.

Immediata la replica da via Arsilli, da cui arriva il netto giudizio su «l’ennesima pantomima di questa maggioranza». «Questa possibilità era stata già inserita nello statuto dell’unione, assieme alla programmazione e al coordinamento del turismo, e rappresenta una potenzialità di crescita creando una rete fra i comuni interessati con la possibilità di interagire con altri comuni limitrofi non inseriti nell’unione», ma la proposta approvata non rispecchierebbe il principio ispiratore dei “costituenti”, anzi lo snaturerebbe per «liberarsi” dei dirigenti, come già fatto con gli altri uffici. La proposta – attualmente vuota di contenuti secondo il Pd senigalliese – ha come unico dato certo il passaggio di un dirigente e due amministrativi dal Comune di Senigallia all’Unione, per amministrare un budget di € 53.000. Ma non finisce qui, i dipendenti trasferiti (a tal proposito non esiste documentazione di accettazione da parte degli stessi, di parere dei sindacati né di congruità tra la posizione proposta con quella precedente), rappresentano un costo che risulta di molto superiore alla cifra che devono amministrare, costo che rimane per tre anni a carico del Comune di Senigallia, poi “si vedrà”!».

Da qui la richiesta di un passaggio in commissione, non assecondata dalla maggioranza ma difesa strenuamente dal Pd che incalza: «Di fronte a questo pasticcio, l’ennesimo che ci propina questa maggioranza, i consiglieri di opposizione non hanno potuto fare altro che riproporre una più corretta valutazione da parte della commissione competente ed un passaggio al consiglio dell’unione per definire le finalità, le prospettive, i modi, i tempi e le risorse da mettere in campo per poi passare a una discussione con l’approvazione di un progetto serio, condivisibile e realizzabile. A fronte di queste proposte, concrete, motivate e rispettose delle istituzioni da parte di tutta l’opposizione si è vista una chiusura da parte del sindaco (con patetico applauso in diretta durante il suo intervento) e di tutta la maggioranza, seguita a brevissimo giro da un articolo di FdI che come al solito ripete il ritornello che questa sinistra non ha digerito la sconfitta elettorale. Forse non si sono accorti che i nostri interventi sono coerenti con quanto fatto in passato e con la volontà di far crescere “bene” l’unione. Se si parla di pazzia, allora dovrebbero guardarsi allo specchio, visto che da parte della destra, ed in particolare FdI e Lega, c’è stato un ampio impegno in opposizione alla “Marca Senone”, con consiglieri attualmente al governo, compreso il presidente del consiglio, promotori di un comitato per la Exit dall’unione. Ora gli stessi che erano contro fino a 2 anni e mezzo fa, oggi votano a favore».