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Senigallia

Profumi, gusti, corsi e laboratori: torna a Senigallia Pane Nostrum

Tanti chef e docenti in piazza del Duca tra forni e dimostrazioni, per scoprire i segreti dell'arte bianca e il valore delle materie prime

Presentato Pane Nostrum 2018
Presentato Pane Nostrum 2018

SENIGALLIA – I profumi dei vari tipi di pane sfornato in piazza, i laboratori, le degustazioni, i corsi con grandi chef e docenti: sono questi gli ingredienti di Pane Nostrum, il festival dell’arte bianca giunto alla 18esima edizione e in programma in piazza del Duca dal 27 al 30 settembre.

Organizzata da Confcommercio e Confederazione Italiana Agricoltori con il supporto del Comune di Senigallia, la manifestazione è un omaggio alle tradizioni panificatorie del territorio e d’Italia, grazie a maestri panettieri provenienti da varie regioni, pronti a svelare al pubblico i loro segreti.

Ma è anche un appuntamento ormai fisso per Senigallia e per l’intera regione Marche. Tornano così i forni a cielo aperto, tornano gli aromi e tornano quindi le dimostrazioni sia sulle tecniche di preparazione che sulle materie prime da scegliere per fare il pane anche in casa.

Il programma prevede anche le masterclass, ovvero momenti di formazione per i professionisti, tenute da nomi del calibro del panificatore Elis Marchetti impegnato in questi giorni su Rai1 a La Prova del Cuoco; del panettiere e pasticcere Fabrizio del Papa che parlerà dei grani antichi; del maestro pasticcere Roberto Cantolacqua, di Simone Bughi che parlerà della colazione marchigiana e del maestro gelatiere Paolo Brunelli che proprio a Senigallia ha un suo punto di produzione ormai celebre in tutta Italia (informazioni: info@panenostrum.com).

Diciotto anni e non sentirli, perché il futuro che si prospetta davanti a Pane Nostrum è più che mai votato a «divenire il primo grande evento nazionale della filiera dell’arte bianca», come spiegato dal direttore Confcommercio Marche Centrali Massimiliano Polacco e dal sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. Ma rimarrà sempre un evento che parte dalla storia del pane, dalla scelta di alimenti di qualità – conclude il vicedirettore di Cia Marche Evasio Sebastianelli – per dare l’input decisivo a «una produzione made in Italy, con filiera corta, senza materia prima che viene dall’estero».