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Senigallia

Strage di Corinaldo, Comune ed enti fuori dal processo. I familiari: «Riposa in pace, giustizia»

Dopo l'esclusione di Comune, Unione, Asur e Ministero interni come responsabili civili, lo sfogo amaro di familiari e cittadini. Il sindaco Principi: «Immutata la volontà di raggiungere la verità»

Il pubblico ministero, gli avvocati e i parenti delle vittime in tribunale il 16 dicembre 2021 per il processo bis della Lanterna Azzurra
Il pubblico ministero, gli avvocati e i parenti delle vittime in tribunale il 16 dicembre 2021 per il processo bis della Lanterna Azzurra

CORINALDO – Continua a far discutere la scelta della gup Francesca De Palma di escludere dal processo bis per la Lanterna Azzurra come responsabili civili il Comune di Corinaldo, il Ministero dell’interno, l’Asur e l’Unione dei comuni Misa e Nevola.

La decisione assunta nei giorni scorsi durante l’udienza preliminare che si è tenuta a palazzo di giustizia ad Ancona è stata commentata amaramente dai familiari delle vittime che in quella notte di esattamente tre anni fa persero cinque figli adolescenti e una giovane mamma. Un messaggio di conforto e sostegno arriva intanto dal sindaco di Corinaldo, Matteo Principi, con un invito alla vicinanza dell’intera comunità.

Il passaggio nell’aula del tribunale dorico è avvenuto giovedì 16 dicembre. L’esclusione dal processo bis degli enti che le parti offese avevano individuato come responsabili civili al pari degli imputati, «la non regolarità – spiegano dal Comune di Corinaldo – degli accertamenti irripetibili svolti dai periti della Procura nei giorni immediatamente successivi agli avvenimenti», significa che non saranno chiamati a rispondere in solido e quindi costretti a risarcire i parenti delle vittime e dei feriti. Immediatamente ne è seguito il duro commento da parte dei familiari. 

Fazio Fabini, il padre di Emma, una delle giovanissime vittime della strage alla Lanterna Azzurra, ha scritto sui social: «Andare a processo significa sottoporsi al giudizio di un giudice e di una giuria. Non essere, necessariamente, dichiarati colpevoli ma sottoporsi ad un discussione, in tribunale, sul proprio ruolo in una determinata vicenda. Giovedì è successo questo: il giudice, su richiesta degli imputati, non ha ammesso al processo, come possibili responsabili civili il Comune di Corinaldo, il Ministero dell’Interno, l’Asur e l’Unione dei Comuni Misa e Nevola. Né assolti, né colpevoli, semplicemente non giudicabili perchè non erano presenti negli esami peritali, immediatamente seguenti alla tragedia. Alla faccia del: “siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, siamo vicini alle vittime e alle loro famiglie, tutto questo non deve più accadere nel futuro”. Riposa in pace giustizia». 

Uno sfogo che raccoglie l’amarezza di tutti i familiari ma anche di tanti cittadini, non solo delle comunità coinvolte dai lutti, che cercavano nella giustizia una risposta, per quanto parziale, a una tragedia che ha sconvolto l’intero paese e di cui si è parlato anche fuori dai confini nazionali. 

Il sindaco di Corinaldo Matteo Principi con gli avvocati Marina Magistrelli e Monica Clementi al processo bis per la Lanterna Azzurra
Il sindaco di Corinaldo Matteo Principi con gli avvocati Marina Magistrelli e Monica Clementi al processo bis per la Lanterna Azzurra

«Rimane immutata la volontà e la disponibilità degli enti nel raggiungere la verità ed individuare le reali responsabilità in questa drammatica vicenda» hanno fatto sapere dal Comune di Corinaldo e dall’Unione comunale Misa-Nevola. Il primo cittadino Matteo Principi è voluto però intervenire sulla vicenda: «Appare ancora più evidente che in questa terribile storia non ci saranno mai dei “vincitori”. È chiaro che con la Lanterna Azzurra abbiamo perso tutti. C’è una frase che mi porto dentro da alcuni giorni, ascoltata in tribunale: “Siamo soli”. Da quando è iniziato il processo, ho cercato di essere sempre presente, fisicamente, in aula. Mi è stato sconsigliato di andare e di lasciare ai Legali la “rappresentanza”. Ma sono sempre andato comunque. Con la testa, con il cuore. Con tutto il corpo. È un tentativo, certamente vano, di provare un percorso parallelo a quello della giustizia e che sogna di stare tutti uniti con la mente e con il cuore rispetto a questa drammatica vicenda». 

«È chiaro che – continua Matteo Principi, sindaco di Corinaldo – questo atteggiamento non porterà nessun cambiamento, ma vuole trasmettere quella vicinanza e solidarietà che non mancherà mai e che come sindaco e come rappresentante di una istituzione non può che tradursi nell’atteggiamento di ricercare la verità. La mia vuole essere una completa e totale disponibilità, verso chiunque e in particolar modo verso chi è stato stravolto da questa vicenda, a parlare. A dialogare per cercare, insieme, sostegno, vicinanza, comprensione».