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Senigallia

Potere al popolo critica il piano socio-sanitario regionale: «non risolve nulla»

Angeloni (PaP) sottolinea da Senigallia come il nuovo atto appena approvato in consiglio regionale sia solo un ulteriore passo verso la privatizzazione della sanità pubblica

L'ospedale di Senigallia: il pronto soccorso
L'ospedale di Senigallia: il pronto soccorso

SENIGALLIA – I soliti problemi della sanità pubblica non sono destinati a risolversi con il nuovo piano socio-sanitario regionale. Liste di attesa, mobilità passiva verso le altre regioni, riduzione del personale e ipertrofia del precariato rimarranno tali se non a peggioreranno, mantenendo intatte le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure. A sostenerlo sono i rappresentanti di Senigallia di Potere al Popolo che commentano aspramente l’approvazione del pssr in consiglio regionale delle Marche dei giorni scorsi. E che non lesinano una critica alla giunta anche per quanto riguarda la questione dell’ascolto dei cittadini.

Se la manifestazione dei comitati cittadini sostenuti da alcune forze politiche che si è svolta sotto il palazzo della Regione Marche non ha sortito alcun effetto, men che meno lo ha avuto la discussione in aula. «È infatti del tutto improprio dire che è stato il consiglio ad approvare il piano – spiegano da Potere al Popolo – dato che il testo è arrivato blindato sul tavolo dei consiglieri dopo il via libera da parte del Partito Democratico […] Non devono ingannare le 9 ore di discussione sul nulla che hanno preceduto la votazione: i giochi erano fatti e il risultato lo ha dimostrato».

Se sul metodo le critiche ci sono, nel merito non diminuiscono, anzi. Il nodo principale secondo i senigalliesi di Potere al Popolo, è che di fatto questo piano rappresenta un ulteriore passo verso la privatizzazione del sistema sanitario regionale e non lascia dubbi sulla volontà della giunta Ceriscioli di procedere in tal senso. «Si tratta di un notevole peggioramento della qualità, oltre che della quantità, delle prestazioni sanitarie da garantire nel territorio, dovute al sottofinanziamento del sistema pubblico. Decisione, questa, tanto più grave se si pensa al contestuale  aumento delle risorse destinate alla sanità privata. Per la prima volta nelle Marche, si affideranno alla sanità privata strutture pubbliche, acquistate con i soldi di tutti, per farle gestire con logiche che certo non escludono il profitto».

«Una pratica collaudata quando si vogliono ridurre i servizi pubblici: strangolare il sistema riducendone il finanziamento, per poi dare via libera a soggetti privati; ma quando questa tocca la salute, diventa tutto profondamente intollerabile. E, ovviamente, il piano socio-sanitario regionale non risolverà nessuno dei problemi annosi nei quali la sanità marchigiana si ritrova impantanata da anni» concludono da Potere al Popolo.