Dietrofront Ponte Rosso, il mercatino si fa

Il mercatino serale di Ponte Rosso a Senigallia è salvo. Le concessioni sono state rilasciate agli ambulanti dalla Regione Marche. Premiato il lavoro del legale e di Confartigianato che hanno fatto il possibile per salvare il lavoro di 23 ambulanti

SENIGALLIA – L’allestimento del mercatino di Ponte Rosso può iniziare, a dichiararlo è la Regione Marche che ha rilasciato le concessioni demaniali sulla soletta del Fosso S. Angelo, tutelando in tal modo i lavoratori. ‹‹Una vittoria su tutti i fronti – spiega l’avv. Michela Falaschini del Foro di Ancona che ha patrocinato gli operatori del Ponte Rosso – In primo luogo perché i miei assistiti hanno salvato la loro stagione, perdendo un solo mese di lavoro; in secondo luogo, perché, in questi mesi si è potuto appurare che, le reali motivazioni sottese alla volontà di sopprimere il mercatino non sono, in realtà, attinenti né alle precarie condizioni igienico sanitarie, come lamentato da alcuni condomini in zona; né alla pericolosità insita nel territorio, considerato che altri mercatini vengono svolti, con le dovute tutele, in zone classificate come “a rischio. Per evitare inutili polemiche gli operatori hanno deciso di dotare l’area di un bagno chimico››.

La storia

Tutto è iniziato nel febbraio 2017 quando il Comune di Senigallia ha verbalmente informato i 23 operatori commerciali, che da oltre 25 anni partecipano al mercatino serale – notturno di Senigallia – Località Ponte Rosso, che era necessario un trasferimento, per non meglio precisate ragioni di sicurezza. Sono seguiti numerosi incontri e numerose ipotesi di trasferimento (zona “ex campi da tennis” adiacente il Fosso S. Angelo di Ponte Rosso, zona giardini della Stazione Ferroviaria, zona Porto), nelle quali tutti i 23 operatori commerciali hanno manifestato la necessità di lavorare, a qualsiasi condizione, accettando trasferimenti zonali e rendendosi disponibili anche ad assumersi, in proprio, oneri economici, seppur il periodo non sia dei più rosei rispetto alla crisi economica generalizzata. Il primo giugno, come ogni anno, sarebbe dovuto iniziare l’allestimento e gli ambulanti che avevano già provveduto ad acquistare la merce da vendere, tra cui alcuni che avevano già preso in locazione le abitazioni per il periodo estivo, altri che avevano acquistato la licenza quest’anno e predisposto il contratto di fornitura di utenza elettrica ecc. si erano rivolti all’Avv. Michela Falaschini per procedere legalmente sia in caso di ritardo nel rilascio. Alla notizia della soppressione del mercatino, avevano esultato i residenti che, avevano ringraziato il sindaco con una lettera. Una comunicazione a cui il primo cittadino non ha mai risposto. Intanto Confartigianato e l’avvocato Falaschini lavoravano per salvare il mercatino e l’attività stagionale di 23 ambulanti che hanno rischiato di ritrovarsi senza lavoro.