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Senigallia

Senigallia: piani di emergenza comunale, lega e Sbc: «Popolazione ancora non informata»

Dopo l'approvazione del nuovo Pec, manca ancora un approccio informativo verso la cittadinanza. Segnalate in consiglio diverse carenze tecniche

L'alluvione a Senigallia nel 2014
L'alluvione a Senigallia nel 2014

SENIGALLIA – Due alluvioni che potevano essere evitate; diversi allagamenti in varie parti della città; infinite allerte meteo – molte delle quali poi rivelatesi inutili allarmismi – con chiusura delle scuole. E ancora la cittadinanza non è stata informata e formata per renderla “resiliente” attraverso iniziative pubbliche sui piani di emergenza.

È il duro attacco che Lega e Senigallia Bene Comune muovono nei confronti dell’amministrazione cittadina, che in questi giorni sta facendo il punto sui due mandati elettorali a guida Mangialardi.

Lo spunto nasce dall’approvazione di martedì 30 luglio in Consiglio Comunale del Piano di Emergenza Comunale (PEC), «senza recepire le modifiche ed i miglioramenti proposti da Lega e Senigallia Bene Comune.  Di fatto, il PEC è stato varato con evidenti carenze tecniche che, comunque – spiega il direttivo della Lega di Senigallia – sono state formalmente segnalate dal consigliere Sartini e fatte inserire nei verbali del Consiglio Comunale; auspichiamo che possano essere quanto prima riprese e sanate».

Il carroccio punta il dito contro il sindaco:  deve fare “mea culpa” per «non aver saputo gestire l’unico settore che lo riveste di una carica rappresentativa superpartes», quella cioè di Capo della Protezione Civile Locale.
Nonostante due commissioni per visionare «in modo affrettato e senza approfondimenti la proposta del Piano di Emergenza Comunale che riveste un ruolo importantissimo e vitale per cittadini e turisti» e nonostante varie edizioni di «piani di emergenza rifatti in maniera discutibile, non si è ancora provveduto all’attività di informazione della popolazione sugli scenari di rischio, sulla pianificazione di protezione civile e sulle situazioni di pericolo determinate dai rischi naturali o derivanti dall’attività dell’uomo; eppure sono passati 10 anni di attività amministrativa tempo sufficiente per imbastire buone pratiche di protezione civile alla portata di tutti».