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Senigallia

Il Pd della Valmisa gira le spalle a Mangialardi, Principi invece lo appoggia

I circoli di Barbara, Corinaldo e Ostra contestano il metodo utilizzato dalla direzione regionale del Partito Democratico. Assist al sindaco di Senigallia arriva invece dal primo cittadino di Corinaldo

Il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi
Il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi

BARBARA – I circoli del PD di Barbara, Corinaldo e Ostra puntano sul candidato civico per le prossime regionali, voltando di fatto le spalle al nome scelto dal Partito Democratico: Maurizio Mangialardi. È questa la novità che giunge proprio dall’entroterra di Senigallia: se non completamente nuova come posizione perché sostenuta fin dall’inizio del dibattito preelettorale, sicuramente è un elemento di rottura che fa scricchiolare un po’ la posizione granitica del sindaco della spiaggia di velluto.

«Abbiamo sostenuto con entusiasmo e convinzione sin da subito – spiegano i referenti dei circoli Pd dei tre comuni – un progetto di alleanze che vedesse protagoniste tutte le forze politiche, i movimenti e le componenti civiche interessate ad un confronto ampio e volto a proporre ai marchigiani un candidato unitario alla presidenza della regione». Nonostante la disponibilità al confronto da parte di Sauro Longhi, ex rettore dell’università politecnica delle Marche, e Antonio Mastrovincenzo, presidente del consiglio regionale, il risultato però è stato ben altro.

«La direzione regionale del Partito Democratico ha scelto una strada diversa che non era quella per la quale ci siamo battuti con lealtà ed alla luce del sole». Ora quindi hanno deciso di rendere pubblica la loro posizione in contrasto con i vertici regionali e con alcuni sindaci di città importanti come Mancinelli (Ancona) e Ricci (Pesaro). Ma dai circoli della Valmisa spiegano anche perché. Non si tratta di rinnegare Mangialardi: anche la ricandidatura iniziale di Ceriscioli non era ben vista da chi cercava di aprire la strada alla componente civica. Si tratta di una vera contestazione interna al Pd sul metodo utilizzato. Il passo indietro di Ceriscioli e la candidatura di Mangialardi ha fatto irrigidire gli alleati, mostrando un percorso assolutamente non rispettoso di quelle posizioni che punta su una figura ancora una volta interna al Pd, che non aggrega le varie anime di quel centrosinistra così frammentato.

Piace l’idea di Longhi, piace l’idea anche di Mastrovincenzo, meno quella di Mangialardi pur essendo un sindaco che proviene proprio dal territorio della valle del Misa-Nevola. I circoli Pd valmisani lanciano un «accorato appello ai due principali protagonisti di questa fase politica affinché non venga meno la loro disponibilità a trovare, nei modi e nelle forme che saranno possibili, un diretto impegno nella prossima, imminente consultazione elettorale». Gli stessi rivolgono però anche un invito a Mastrovincenzo «con il quale abbiamo lavorato e ci siamo battuti per sostenere la proposta di candidare Sauro Longhi alla guida della coalizione: la tua presenza nella lista del PD nella circoscrizione di Ancona è l’unica garanzia certa che le nostre idee, nelle quali abbiamo creduto e per le quali ci siamo spesi, non saranno abbandonate e con te potranno attecchire e, siamo sicuri, crescere».

Sempre da Corinaldo, il primo cittadino vede invece di buon occhio la proposta di Mangialardi. Pur non essendo iscritto al Pd ma alla guida di una coalizione in cui hanno peso sia la componente civica che quella partitica di sinistra, Matteo Principi è sicuro che il percorso del “collega” di Senigallia sia assolutamente «adeguato per rivestire il ruolo di presidente della Regione Marche». «Chiunque verrà scelto come candidato per le prossime regionali però – continua Principi – spero che si circondi di una grande squadra con la giusta consapevolezza e conoscenza delle varie dinamiche di tutto il territorio marchigiano per dare le giuste risposte alla popolazione. Mi dispiacerebbe ritrovare figure che hanno già dato, che hanno concluso il proprio percorso politico e che non hanno freschezza: secondo me l’attività politica ha un inizio e una fine». Freschezza non in termini anagrafici ma di competenze ed energie.