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Senigallia

«Servono misure drastiche»: Lega all’attacco dopo l’aggressione sull’autobus a Serra de’ Conti

Nei guai alcuni migranti dopo la zuffa sul mezzo del tpl: Arrigoni e Paolini intervengono duramente contro questi episodi

SERRA DE’ CONTI – Dopo la zuffa sull’autobus, alcuni protagonisti potrebbero non vedersi riconosciuto lo status di rifugiati. È quanto rischiano (oltre a una denuncia, al momento non depositata) dopo l’episodio di lunedì sera, 6 agosto, avvenuto sul mezzo della ditta di autotrasporti Bucci fermo a Serra de’ Conti. Vi sono stati infatti dei momenti di tensione tra l’autista del mezzo e alcuni stranieri che sarebbero saliti senza voler pagare il biglietto e che per questo erano stati invitati a scendere.

Per riportare la calma ci sono voluti i Carabinieri: hanno con difficoltà ristabilito l’ordine e accompagnato le persone coinvolte in caserma per le operazioni di identificazione e gli accertamenti di rito.

L’episodio è avvenuto poco dopo le ore 20, quando alla fermata a Serra de’ Conti sono saliti sul mezzo alcuni cittadini stranieri, di nazionalità nigeriana, in attesa che venga riconosciuto loro lo status di rifugiati. Alcuni però non avrebbero pagato il biglietto e con l’autista è scaturita prima una discussione, che poi si è accesa nei toni fino a degenerare in una zuffa con spintoni e mani addosso. È volato anche qualche pugno, non andato a segno ma che ha rischiato – secondo i passeggeri testimoni – di colpire anche una minore.

Dopo l’intervento dei Carabinieri che hanno portato in caserma i migranti, è la volta delle reazioni politiche.

«L’aggressione verbale ai danni del conducente e la successiva rissa tra un gruppo di nigeriani avvenuta nel tardo pomeriggio di lunedì su un autobus della linea Senigallia-Sassoferrato è una vicenda gravissima – spiega il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega nelle Marche – e come tale va trattata. Il fatto che questi episodi che vedono protagonisti giovani africani siano ormai all’ordine del giorno non sminuisce l’accaduto, come qualcuno vorrebbe, ma al contrario è ancora più necessario affermare che non è più accettabile che servizi essenziali come quello del trasporto o che luoghi pubblici possano essere a ragione percepiti come pericolosi dai cittadini. È davvero sconcertante constatare con quale senso di impunità agiscano queste persone. Con il Decreto Sicurezza a cui sta lavorando il Ministero dell’Interno, si propone un serio giro di vite, e tra le altre norme sarà previsto il rifiuto immediato della richiesta di asilo per i presunti profughi che si macchieranno di qualsiasi genere di reato».

«L’episodio – interviene Luca Paolini, segretario regionale della Lega – ripropone il tema della presenza, sul territorio, di vere e proprie gang di immigrati nullacenti, nullatenenti e senza nulla da perdere, che stanno importando in Italia modelli comportamentali delle loro terre e radicando nuove mafie, in particolare nel settore stupefacenti e sfruttamento prostituzione. Solo chi, per ragioni ideologiche o economiche, minimizza o è colluso non vede che da qui a 10 anni, se non si adottano provvedimenti adeguati, molti dei nostri paesi o quartieri diventeranno come certe favelas, dove per pochi spiccioli o un telefonino si può venire rapinati, ammazzati, picchiati, dove le donne non potranno più andare a fare una passeggiata in un parco per il timore di essere stuprate, dove caporali senza scrupoli sfrutteranno uomini e donne disperati, con la minaccia di far lavorare al posto loro altri più disperati. Dobbiamo riprendere il controllo dei nostri confini e decidere noi chi entra, chi esce e chi può restare in Italia. L’esperienza insegna che contro certi soggetti stranieri non vale alcun ragionamento o appello verbale. Servono misure drastiche, veloci ed effettive per far si che chi commette reati, anche piccoli, o non ha titolo per rimanere, deve prima pagare e poi essere mandato a casa, con le buone o con le cattive e con la certezza di pesanti ed immediate pene se non ottempera o se ritorna dopo l’espulsione».