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Senigallia

Elezioni Ostra Vetere, priorità e progetti degli aspiranti sindaco

Obiettivi, squadra di governo, unione dei comuni e un sogno per il paese: ecco cosa hanno risposto i candidati a sindaco Massimo Bello, Rodolfo Pancotti e Giordano Rotatori

i candidati a sindaco di Ostra Vetere Giordano Rotatori, Rodolfo Pancotti e Massimo Bello
i candidati a sindaco di Ostra Vetere Giordano Rotatori, Rodolfo Pancotti e Massimo Bello

OSTRA VETERE – Mancano pochi giorni al voto che i cittadini esprimeranno in occasione delle elezioni comunali del 10 giugno 2018. Pochi giorni in cui poter approfondire alcune tematiche e – nel caso ci fosse qualche indeciso tra i circa 3mila elettori di Ostra Vetere – dare un ultimo sguardo ai programmi elettorali.

Ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda ai tre candidati in corsa per la carica di sindaco affiancati da ben 35 candidati al ruolo di consigliere comunale. In lizza ci sono (in ordine alfabetico e come compaiono sulla scheda elettorale): Massimo Bello con la lista di centrodestra Autonomia per Ostra Vetere; Rodolfo Pancotti con la Lista Civica per Ostra Vetere (centrosinistra) e Giordano Rotatori con Agorà – Movimento civico per Ostra Vetere, anch’egli proveniente dal centrodestra.

Ecco le loro risposte.

1) Quali sono le sue priorità?

Massimo Bello: «Anzitutto, uscire dall’Unione dei Comuni voluta e imposta da Senigallia, ma approvata a occhi chiusi anche dalla giunta uscente del sindaco Luca Memè. È di fatto inutile, innaturale, disomogenea, non obbligatoria per legge, e spezza l’autonomia amministrativa e decisionale dei comuni vallivi rendendoli prigionieri e sottomessi alla volontà di Senigallia. Un’ulteriore priorità è la riqualificazione urbana attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, cioè opere pubbliche. Tornare, poi, di nuovo a vivere il paese attraverso accordi operativi con le forze dell’ordine e con gli organi dello Stato che consentano alla nostra comunità di vedere garantiti la sicurezza e l’ordine pubblico, anche di notte, riattivando il sistema di videosorveglianza. Una vera promozione amministrativa e istituzionale che valorizzi Ostra Vetere nei settori strategici del turismo, della cultura e dei beni culturali, della comunicazione e dell’immagine del paese, dei rapporti con altre comunità in Italia e in Europa. Da ultimo, i servizi e le strutture sanitarie per il controllo della salute e della qualità della vita di ognuno. Il Comune deve implementare i rapporti con la Fondazione Casa dell’Ospitalità F. Marulli per quel che attiene le politiche dell’invecchiamento attivo e della terza età, ma deve rafforzare anche i servizi poliambulatoriali».

Rodolfo Pancotti: «Tra le priorità vi è sicuramente quella di potenziare alcuni servizi che possano rendere più agevole la vita delle famiglie di Ostra Vetere. Mi riferisco ai servizi per l’infanzia per i quali dovremmo potenziare la scuola materna e l’apertura pomeridiana dell’asilo nido oltre a ridurre le quote per le fasce più deboli. Ma anche i servizi per gli anziani, non solo quelli della rsa, garantendo l’assistenza magari tramite servizi a domicilio. Oltre al sociale, ci sono le politiche per lo sviluppo: dobbiamo potenziare le infrastrutture esistenti e implementare finalmente la banda larga: se riusciremo a fare questo non sarà merito solo nostro ma anche di chi ci ha preceduto, perché ognuno ha contribuito con il proprio mattone».

Giordano Rotatori: «Valorizzazione del territorio, sicurezza, patrimonio viario. Il rilancio parte dal centro storico che ne è la vetrina: è giunto il tempo di iniziare a riempire questa vetrina perché di prodotti di alta qualità e di eccellenza ne abbiamo tanti da esporre. I palazzi storici, la zona archeologica, il museo, le chiese e gli stessi vicoli devono tornare ad animarsi, anche organizzando eventi importanti nel settore dell’arte, della cultura, del patrimonio archeologico, della musica, che potrebbero proiettarci in un palcoscenico nazionale e per alcuni aspetti anche internazionale. Sulla sicurezza bisogna riattivare e ottimizzare il sistema di videosorveglianza del centro storico e della periferia è il primo passo per far percepire ai cittadini una prima sensazione di maggiore tranquillità ma questo deve essere supportato da un servizio di controllo e di vigilanza della polizia locale che deve uscire dalla logica degli ultimi anni fondata quasi esclusivamente sull’espletamento delle pratiche burocratiche e sulla repressione. Per quanto riguarda il patrimonio viario comunale ci sono delle urgenze e, oserei dire, anche delle emergenze che vanno affrontate fin da subito ma c’è anche la necessità di realizzare un programma a lungo termine per il ripristino ottimale di tutto il patrimonio».

2) Ha già in mente la squadra di governo se dovesse risultare eletto?

Rodolfo Pancotti: «Onestamente no, non ce l’ho. Non mi piace l’idea del sindaco che decide tutto da solo. Noi abbiamo un’altra idea, condivisa con tutti i componenti della Lista Civica per Ostra Vetere: quella della squadra che in base alle competenze dei candidati e anche alle preferenze dei cittadini, si dà una forma, si autodetermina, cercando di creare la giunta migliore con le persone giuste per il ruolo scelto».

Giordano Rotatori: «La nostra squadra si è data al momento delle regole suddividendo l’attività amministrativa in quattro macro aree dove i candidati si sono resi disponibili rispetto alle anche personali competenze. Area patrimonio e finanze: Giordano Rotatori, Paolo Pietkiewicz, Robertino Curzi. Area sociale: Francesca Libardi, Tommaso Mattioni, Angelo Baci. Area cultura e turismo: Giulia Mondelci, Marco Bruschi, Ilenia Tozzi. Area tecnica e lavori pubblici: Carlo Casagrande, Giancarlo Tarsi, Andrea Romagnoli. Se i cittadini intenderanno darci la fiducia è da questa disposizione che nasceranno gli assessori o i consiglieri delegati. Naturalmente se dopo l’eventuale insediamento e la presa di coscienza della condizione reale dell’ente ci fossero specifiche esigenze amministrative non è esclusa l’ipotesi di individuare anche un assessore esterno con particolari competenze in merito».

Massimo Bello: «In questo momento, è ancora presto per declinare la squadra di governo. Le deleghe da assegnare agli assessori e, soprattutto, i nomi di coloro che ricopriranno tale incarico dipenderà anche dal risultato elettorale. Ovviamente, nella mia Lista vi sono donne e uomini in grado di fare squadra ed è questo l’elemento più importante di una compagine di governo. Ciò detto, mia intenzione è affidare alcune deleghe anche a coloro che non saranno assessori per permettere a tutto il gruppo di condividere e partecipare. Infatti, oltre ai quattro assessori, saranno nominati consiglieri delegato o vice assessori gli altri componenti della maggioranza».

3) Cosa intende realizzare nei primi 100 giorni di mandato nel caso vincesse le elezioni?

Giordano Rotatori: «Tutto dipenderà inevitabilmente da come si evolverà e dai vincoli che ci saranno posti dalla neo costituita unione dei comuni “Terre della Marca Senone” pertanto uno dei primi atti sarà quello di valutare qualsiasi opzione possibile a questa decisione che ha tolto alla comunità di Ostra Vetere la possibilità di decidere in autodeterminazione il proprio futuro. Un’altra questione urgente è quella di organizzare un tavolo di concertazione con tutte le associazioni locali verificando accordi e convenzioni che permettano al comune di ottimizzare i servizi. La collaborazione con le società sportive, per esempio, oltre a essere indispensabile per la cura e la manutenzione degli impianti sportivi, assume un ruolo importantissimo come funzione sociale per la capacità di aggregazione, di crescita e di confronto tra i giovani. Così come è importante creare un tavolo di lavoro che coinvolga gli operatori sociali e le associazioni con finalità sociale, attivi sul territorio, per la redazione di un “piano socio-assistenziale comunale” e quindi lavorare insieme per il bene del paese».

Massimo Bello: «Cento giorni sono pochi per realizzare progetti di un certo spessore, ma indubbiamente congrui per impostare la squadra di governo e per individuare all’interno del programma di governo le priorità d’intervento. Anzitutto, nella fase immediatamente successiva al voto, avvieremo la procedura di uscita dall’Unione con Senigallia, riorganizzando e rimodulando la macchina comunale in virtù delle convenzioni, ma anche degli accordi di programma e dei protocolli d’intesa, che stipuleremo con altri enti locali per la gestione associata dei servizi fondamentali obbligatorio e per la realizzazione di alcuni progetti di sviluppo del territorio, in particolare quelli che ineriscono l’utilizzo di fondi europei e statali. Poi, procederemo ad individuare la strategia di azione in settori importanti quali la cultura, il turismo e la promozione del territorio e allo stesso tempo cominceremo a programmare la manutenzione ordinaria del patrimonio viario e del verde pubblico, ma soprattutto l’avvio dell’iter amministrativo per una serie importante di interventi straordinari, che riguardino il rifacimento di strade, la salvaguardia degli impianti sportivi, il miglioramento dell’arredo urbano, il campus scolastico e il nuovo centro diurno, i cui progetti sono già definiti. Infine, per ciò che attiene il diritto allo studio, le politiche sociali e i rapporti con le associazioni locali, cominceremo ad impostare un lavoro che durerà almeno per cinque anni. Un’azione da non sottovalutare sarà quello di amministrare in contatto diretto con i nostri referenti al governo nazionale e con quelli a Bruxelles per permettere al nostro territorio di essere destinatario di finanziamenti europei e statali».

Rodolfo Pancotti: «In primo luogo il paese ha bisogno di normalità, quindi di opere pubbliche come la riqualificazione energetica della scuola d’infanzia, il miglioramento della viabilità e della sicurezza dei cittadini. Ma non dobbiamo limitarci a ciò: vogliamo arrivare all’istituzione di un front-office al quale rivolgersi per segnalare criticità in collaborazione con la Polizia Municipale, a una nuova struttura per il centro diurno e a uno smart-lab, un piccolo laboratorio per i giovani in cui potranno avere spazio per dedicarsi all’arte e allo sviluppo della propria professionalità. Sono realtà da cui possono nascere le attitudini dei nostri giovani, in cui i cittadini si formano, spazi entro i quali arrivare a sviluppare le professionalità».

4) Unione dei Comuni: quali opportunità/rischi per il paese?

Massimo Bello: «Questa unione con Senigallia non dà alcuna opportunità a Ostra Vetere e ai comuni delle valli del Misa e del Nevola. Essendo tutta sbilanciata verso la città costiera, risulta solo un contenitore vuoto, in cui Senigallia fa l’asso pigliatutto. Ostra Vetere, come gli altri enti, rischiano di perdere la loro autonomia decisionale, ma soprattutto, nei confronti di Senigallia, diventano ‘merce di scambio’ per soddisfare solo gli interessi di Senigallia. Azione saggia sarebbe stata, semmai, unire le forze dei piccoli comuni di questo comprensorio, diventando interlocutori, tutti insieme, di Senigallia, e, allo stesso tempo, la città costiera partner privilegiato degli enti del territorio vallivo. In questo modo, invece, Ostra Vetere e le altre piccole realtà stanno fortemente limitando il loro futuro, appiattendosi su una città, che nulla ha a che fare con i comuni di questo territorio per tante ragioni, a cominciare dalla disomogeneità e dalla diversità di obiettivi e di problemi, nonché di soluzioni. Ecco perché Ostra Vetere deve uscire al più presto dall’unione, riacquistando dignità istituzionale e operativa, e rapportandosi con Senigallia, come con altri enti e organismi, alla pari e con la medesima onorabilità e rispettabilità».

Rodolfo Pancotti: «Come le associazioni sono il motore fondamentale del comune, per poter lavorare insieme e raggiungere certi obiettivi, alla stessa maniera salutiamo di buon occhio l’unione dei comuni perché è un’opportunità per il futuro del nostro paese e di tutto il territorio della vallata. Isolarsi non va bene, non si riuscirebbe ad andare da alcuna parte mentre noi abbiamo bisogno di muoverci sia in materia di turismo, sia per quanto riguarda le funzioni che i comuni sono chiamati a svolgere con sempre minori risorse. L’unione sarà fondamentale per raggiungere contributi che da soli non avremmo: contributi che saranno poi suddivisi in base alla popolazione di ogni ente, come è giusto che sia. Lo hanno compreso i cittadini, i rappresentanti delle categorie produttive, gli artigiani e gli imprenditori ma vorrei fare un esempio: nei prossimi tre anni, Ostra Vetere vedrà andare in pensione i dirigenti del servizio anagrafico, dell’area tecnica e della polizia municipale e un operaio. Con i limiti che abbiamo ora come singolo comune, potremmo assumere solo una persona delle quattro che andranno in pensione, mentre se rimaniamo nell’unione, potremo fare fronte a ogni pensionamento con altrettante assunzioni grazie agli incentivi che vengono stanziati a tale scopo. Se poi pensiamo al settore turistico e guardiamo le altre realtà nazionali dove vengono promosse intere vallate o regioni, ci rendiamo conto che l’unione dei comuni sarà strategica».

Giordano Rotatori: «Fare rete è ormai una prerogativa indispensabile non solo per i mercati ma anche per le pubbliche amministrazioni, ma questo deve comportare non solo l’assolvimento di un impegno burocratico ma innanzitutto il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Se da un lato l’estrema frammentazione delle offerte dei servizi provocano mancanza di economie di scala, dall’altro si rischia però di creare strutture troppo complesse e farraginose che non rispondono alle esigenze di un territorio molto eterogeneo come il nostro, pregiudicando di fatto la qualità e i costi dei servizi offerti. A parte Corinaldo e Castelleone di Suasa che sono già in unione tra loro, nelle valli Misa e Nevola sono solo quattro i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti che per legge sarebbero obbligati a mettere insieme le funzioni fondamentali: Ostra Vetere, Barbara, Serra de’ Conti ed Arcevia. La domanda sorge spontanea: perché Senigallia, che con i suoi quasi 50.000 abitanti non ha nessun obbligo di legge di accorpare i servizi, ha deciso di farsi promotrice di un’operazione così vasta e complicata? Forse perchè, ipotecando un territorio su una filiera politica a lei favorevole, le permetterà in futuro di alleggerire una propria condizione finanziaria resa molto rigida dal patto di stabilità e spalmare qualsiasi investimento futuro anche sul suo hinterland? Insomma una operazione quella delle “Terre della Marca Senone” così come concepita che non ci è piaciuta fin dall’inizio e che ci ha lasciato molto perplessi sulle effettive opportunità di sviluppo e di miglioramento dei servizi ai nostri concittadini. Se gli elettori di Ostra Vetere vorranno riconoscerci la fiducia di amministrare questo paese uno dei primi atti che faremo in merito sarà una Delibera di Indirizzo per uscire dall’unione dando mandato agli uffici preposti di valutare tempi, modi e costi aprendo in parallelo una azione di confronto e di concertazione con tutti i comuni delle valli Misa e Nevola per valutare nel concreto tutte le opzioni possibili. Solo avendo in mano tutti questi dati potremo informare i cittadini di Ostra Vetere su una decisione che inevitabilmente condizionerà il futuro delle prossime generazioni».

5) Un sogno per la sua città?

Rodolfo Pancotti: «Sono nato a Ostra Vetere e da 30 anni vivo qui. Quello che ho notato maggiormente è che manca la serenità: io vorrei nel mio piccolo cercare di riportare un po’ di serenità in paese, senza quindi cercare lo scontro come è avvenuto in passato sia a destra che a sinistra. Vorrei riuscirci magari stando in mezzo alla gente, favorendo il dialogo anche critico, ma sempre in ottica costruttiva. Vorrei anche che alcune persone, tra cui molti adulti, imparassero a usare i social network non per polemizzare, attaccare o insultare: io da parte mia lascerò scorrere le polemiche, perché non portano nulla di buono».

Giordano Rotatori: «Vedere le piazze e le vie del centro storico sempre piene di gente perché sarà il segno della rinascita. Restaurare e riaprire la chiesa di Santa Maria di Piazza con la possibilità di portare turisti e visitatori in cima alla cupola. Musealizzare il cantiere degli scavi archeologici di “Ostra Antica” rendendolo visitabile al pubblico. Potrei continuare ma già solo questo sarebbe un miracolo…».

Massimo Bello: «Farla diventare una ‘piccola’ capitale europea nei settori della cultura, del turismo, dell’energia sostenibile, dell’ambiente e dei servizi erogati al cittadino. Una città dialogante, una città a misura di bambino, ma anche per gli adulti e i turisti, una città capace di confrontarsi con tutti. La ‘piccola città ideale’. Un ‘Luogo degli Sguardi’ proiettato nel mondo».

 

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