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Senigallia

Piste ciclabili, la Fiab Senigallia “boccia” la giunta Olivetti

Secondo la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, c'è «poco interesse nei confronti della ciclabilità, dopo le proposte sul lungomare sud e nord, dopo il ponte carrabile alle auto e la scarsa manutenzione»

Mobilità sostenibile: la pista ciclabile sul lungomare Da Vinci, a Senigallia
La pista ciclabile sul lungomare Da Vinci, a Senigallia

SENIGALLIA – Lungomare senza pista ciclabile, la Fiab rincara la dose. La proposta dell’amministrazione comunale di rivedere e modificare il progetto della Ciclovia Adriatica, eliminando il percorso previsto sul lungomare Mameli, trova la ferma contrarietà anche della sezione senigalliese della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta che da sempre si batte perché la diffusione delle due ruote siano anche uno strumento per incentivare la riqualificazione urbana.

La realtà Fiab nasce nel 1989 ma la sezione senigalliese, una specie di succursale della Fiab Vallesina, da tempo si è pronunciata a favore del progetto della Ciclovia Adriatica: «la bicicletta è un mezzo di trasporto ecologico, intelligente ed è visto come tramite per effettuare poi piani di riqualificazione urbana e di cambiamento cittadino in positivo». Con la proposta di modifica che l’amministrazione comunale ha avanzato in conferenza dei servizi alla Regione, è arrivata di fatto una doccia fredda quando già le temperature non erano gradevoli.

Secondo i ciclisti ambientalisti, infatti, accantonare il progetto di una pista ciclabile sul lungomare Mameli significa «rinunciare a una grande opportunità per il turismo e per tutta la città, con finanziamenti già stanziati che consentirebbero a Senigallia di dotarsi di una moderna infrastruttura viaria senza spese per la comunità».

Ma c’è un altro tema connesso alla strategia della giunta Olivetti ed è quello della sicurezza: «La proposta di utilizzare i percorsi esistenti che passano per le zone produttive, residenziali e per il centro, ciclabili peraltro pericolose e senza soluzione di continuità, facendola sembrare una opportunità per il turismo, ci sembra palesemente un modo per ribaltare la realtà dei fatti. Percorrere, ad esempio, in bicicletta il marciapiede di via Portici Ercolani come proposto dal sindaco è una soluzione pericolosa per pedoni e ciclisti e un tragitto quanto meno disagiato per i cicloturisti che percorrono la Ciclovia Adriatica». Non tutti i tratti di pista ciclabile inseriti nel contesto urbano senigalliese sono correttamente collegati, né adeguatamente separati dalla corsia per le auto, né – infine – al riparo da incroci pericolosi, senza segnaletica o semafori specifici.

Da qui un giudizio nettamente critico nei confronti della compagine di governo di centrodestra, già espresso anche con la precedente squadra amministrativa. «Questa proposta, insieme alle altre decisioni prese in questi mesi come il doppio senso sul lungomare sud, il ponte degli angeli carrabile e la scarsa manutenzione delle piste ciclabili, mostrano lo scarso interesse per questa amministrazione nei confronti della ciclabilità. La situazione ci sembrava già critica con la precedente, ma adesso sembra esserci un piano per disincentivare la bicicletta a Senigallia» concludono dalla Fiab.

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