Pediconi: «A Pane Nostrum per far capire la passione e l’impegno di chi fa il pane»

Intervista al docente presente a Senigallia per i corsi di panificazione all'interno della festa internazionale che si tiene in piazza del Duca fino al 24 settembre

Giuliano Pediconi
Giuliano Pediconi

SENIGALLIA – «Pane Nostrum è una festa importantissima perché fa luce su un mestiere antico che in molti credono di conoscere quando in realtà non è così. A Senigallia non arriveranno solo i prodotti di qualità ma anche e soprattutto la conoscenza dell’arte di panificare».

Esordisce così Giuliano Pediconi, docente e consulente per varie aziende italiane ed estere nel settore panificazione, pasticceria, grandi lievitati e pizzeria: una delle anime della festa internazionale del pane che si tiene in piazza del Duca, a Senigallia, fino al 24 settembre.

«Panificare può sembrare una cosa semplice – continua Pediconi – perché lo si può fare anche in casa, ma in realtà richiede conoscenze e tanta passione. Ecco perché ospiti di Pane Nostrum sono sia docenti che titolari di forni e panifici: dobbiamo arricchire la nostra conoscenza e prima ancora la consapevolezza che c’è tanta strada da fare».

Certo c’è l’aspetto fieristico e divulgativo della manifestazione, ma il vero nucleo di Pane Nostrum sono i corsi sulla panificazione, sulla pasticceria, sulla pizza con personalità da tutta Italia che porteranno a Senigallia la loro conoscenza e i loro prodotti.

«Parleremo di lievitazione naturale, della tradizione marchigiana, del mosto e della pasticceria, fornendo spunti interessantissimi; cercheremo inoltre di far capire ai visitatori come lavora il professionista. Io, in particolare, terrò lezioni sulla tradizione marchigiana del pane, regione che può vantare numerose varietà, ognuna con le sue caratteristiche. Lavorando sulla tradizione, capiremo anche come è possibile coniugarla con l’innovazione a partire anche dalla forma di un prodotto che è rimasto praticamente immutato nel tempo».

Pediconi sarà poi il docente che terrà un corso sul mosto: «tra focacce e ciambelle, potremo capire la lavorazione che va avanti da secoli nelle Marche: questa è una delle poche regioni in cui si produce e trasforma il mosto, e ciò lo rende effettivamente un prodotto tradizionale da valorizzare. Non tutti i professionisti del settore hanno questa consapevolezza. Così come non tutti i visitatori sono a conoscenza della passione e dell’impegno che si deve mettere per poter fare questo lavoro, a maggior ragione con una crisi del settore che rischia di appiattire le diversità. Ecco: noi cercheremo di coniugare queste esigenze in una festa che sia davvero coinvolgente».