Il padre di Florin, «Papo Papo poi non l’ho più sentito»

Nella giornata di oggi potrebbe essere effettuata l'ispezione cadaverica sul corpo del bimbo morto dopo essere caduto in un pozzo domenica a Corinaldo. La Procura ha aperto un fascicolo al momento senza indagati. La famiglia viveva ad Ostra Vetere

Carabinieri al frantoio

OSTRA VETERE – È stato sentito ieri dai carabinieri il 37enne di origine rumena, padre del piccolo Florin, il bimbo di 5 anni morto dopo essere caduto in quello che è un pozzetto di raccolta delle acque reflue delle olive. Ascoltate anche la moglie e la sorella dell’uomo che si trovavano nel frantoio al momento della tragedia. «Ho sentito gridare papo papo, era Florin, ma non lo vedevo, mi sono guardato attorno poi ho capito che era caduto lì dentro – ha spiegato il padre – Mi sono sporto, ma l’odore era insopportabile, così ho cercato una scala, una corda, volevo calarmi. Mi hanno portato una scala, ma non riuscivo ad aprirla. Così mi sono messo a cercare una maschera, ma non l’avevano».

Il tutto in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco che, con il gruppo di sommozzatori hanno tirato fuori il bambino. Per trenta minuti il personale medico ha tentato di rianimarlo, poi la corsa in ospedale dove Florin Petru Strambu è deceduto alle 20,25 di domenica. Sul corpo del piccolo è stata disposta l’ispezione cadaverica che potrebbe essere effettuata già nella giornata di oggi. Al momento non ci sarebbero indagati, ma è stato comunque aperto un fascicolo per omicidio colposo. L’area interessata all’accaduto è stata transennata dai militari.

Il 37enne vive da tempo ad Ostra Vetere con la moglie 32enne, i due hanno un’altra bambina di due anni, che come Florin è nata all’Ospedale di Senigallia. L’uomo lavora come operaio in un’azienda del posto. Domenica, insieme alla madre e la sorella si era recato al frantoio con un piccolo quantitativo di olive. «Una famiglia unita, sempre disponibile – spiega una vicina di casa – Ieri quando abbiamo appreso la notizia non volevamo crederci, quel bambino pieno di vita non c’è più. Per quello che serve, siamo vicini ai genitori in un momento terribile come questo». Secondo una prima ricostruzione dei fatti il piccolo stava giocando davanti al padre ed alla zia in un’area dove c’era poca luce.