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Senigallia

Ostra Vetere, il prefetto: mozioni e ordini del giorno non hanno limiti in consiglio

L'opposizione aveva richiesto un suo parere lamentando la mancata applicazione del regolamento consiliare e ora esulta: «C'è una latente volontà di metterci il bavaglio»

Ostra Vetere
Ostra Vetere

OSTRA VETERE – Sul dibattito in consiglio comunale interviene il prefetto di Ancona. Chiamato a esprimersi dal consigliere Massimo Bello del gruppo consiliare di opposizione montenovese, Antonio D’Acunto ha ribadito che solo interpellanze e interrogazioni possono essere soggette a limitazioni temporali durante la trattazione in aula consiliare, al contrario di mozioni e ordini del giorno che devono invece essere discussi e arrivare a una votazione.

La vicenda ha inizio dai consigli comunali che si sono protratti fino alle prime ore del mattino, a cui è seguito prima uno spostamento dell’orario di inizio delle sedute, e poi una limitazione temporale, illegittima secondo Bello.

«Il sindaco Pancotti e la sua maggioranza non applicano il Regolamento del Consiglio e, quindi, di fatto e in diritto, violano le prerogative dei consiglieri e dell’intera assemblea cittadina» spiega il consigliere di “Autonomia per Ostra Vetere, Fratelli d’Italia, Lega” di Ostra Vetere.

La risposta del prefetto è arrivata dopo due mesi stabilendo che l’organo che potrà derimere la questione è solo il consiglio comunale che ha competenza su ciò. Ma l’opinione è che, in base al regolamento per il funzionamento dell’assise montenovese (art. 23, comma 11), solo la trattazione di interpellanze e interrogazioni deve rientrare nella prima ora di consiglio, mentre la stessa prescrizione non può valere per le mozioni e per gli ordini del giorno per i quali è prevista una votazione del consiglio (art 10, commi 6 e 8).

Soddisfatti i consiglieri di minoranza che hanno sottolineato una «latente volontà di “mettere il bavaglio” all’opposizione con un’interpretazione che strumentalizza lo stesso Regolamento consiliare. Siamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio».