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Senigallia

Ospedale di Senigallia, «Acquaroli sostituisca i vertici dell’area vasta 2»

Dal comitato cittadino una forte presa di posizione politica sul nuovo reparto covid: «Pensate di aver dato una mano alla sanità senigalliese riducendone l’attività ambulatoriale e chirurgica?»

Sanità pubblica, nominati altri primari per l'ospedale di Senigallia
L'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – Cambiare i vertici dell’area vasta 2 per ridare centralità alle esigenze della spiaggia di velluto e della sua popolazione, finora troppo sacrificate per favorire altre importanti città della provincia. Lo chiedono i rappresentanti del comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia che intervengono in merito alla predisposizione di un secondo reparto covid nel nosocomio di via Cellini.

La notizia che fossero partite le manovre per trasferire due reparti – la gastroenterologia e la neurologia – e fare spazio ad altri 12 posti letto covid ha fatto in poche ore il giro della città, suscitando alcune reazioni nell’ambiente politico. Dal comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia sono subito intervenuti per ribadire la propria contrarietà, rivolgendosi direttamente al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli per una richiesta molto schierata a livello politico.

L’istituzione del nuovo reparto covid a Senigallia, in aggiunta al primo con 31 soggetti già ricoverati, determina «un’altra pesante riduzione di posti letto e dei servizi per noi senigalliesi – si legge in una nota stampa – pensate di aver dato una mano alla sanità senigalliese riducendone l’attività ambulatoriale e chirurgica? Sia ben chiaro che non vogliamo fare una guerra di campanile: chi è malato ha diritto di essere curato compresi però i “non covid” che nell’ospedale di Senigallia non trovano più assistenza né esami diagnostici né interventi né analisi».

C’è anche l’aspetto emotivo che entra in gioco: molte persone, avendo paura di contrarre il covid avvicinandosi a possibili infetti nell’area ospedaliera, tralasciano esami importanti e visite specialistiche o sono costretti a migrare per tutte le Marche o fuori regione. Da qui l’appello a usare l’ospedale covid di Civitanova Marche o a chiedere aiuto all’Esercito o alla Marina dato che l’ospedale di Senigallia ha già delle criticità importanti e strutturali, sia negli edifici utilizzati che nel personale in servizio.

«Non ne possiamo più di questo modo di amministrare l’ospedale senza pensare minimamente alle necessità legittime dei senigalliesi, senza curarsi della loro salute, della loro opinione. Questo lo faceva già la vecchia giunta, non ne abbiamo più bisogno» lamentano infine dal comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia. Che chiudono con una particolare richiesta di stampo prettamente politico, chiedendo al presidente Acquaroli di intervenire e sostituire i vertici sanitari dell’area vasta 2 per permettere ai cittadini della spiaggia di velluto di vedere rispettati i diritti in tema di cure e salute.