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Senigallia

Olanda e Spagna studiano come ripartire con discoteche e spettacoli. E in Italia?

Locali, concerti, teatri, festival. Abbiamo intervistato Simone Rachetta, imprenditore marchigiano dell'intrattenimento, e Maurizio Pasca, presidente Silb Fipe, per capire che accade all'estero e fare il punto in regione

Simone Rachetta durante un evento al Mamamia di Senigallia in compagnia di Milla, famosa Dj donna rappresentante del movimento Lgbt

Dopo un anno di chiusure, restrizioni anti-covid, crisi economica galoppante e drammatiche perdite di fatturato, il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento è stato destato da due notizie che hanno fatto il giro del mondo. Nei giorni scorsi ad Amsterdam 1300 persone hanno partecipato ad una festa in discoteca per un esperimento scientifico sulla diffusione del Covid allo Ziggo Dome, un’arena nella capitale olandese. Una festa in discoteca con drink, assembramenti e tanta socialità, ma ai partecipanti erano stati messi dei sensori sul corpo per studiare i contatti e movimenti. Sono stati serviti cocktail fluorescenti per poter capire dove finissero le goccioline sprigionate durante le urla ed i canti. Tutti poi saranno testati dopo 5 giorni dall’evento. Sono stati poi separati in 5 gruppi da 250 persone e ogni gruppo stava in una area con delle regole ben specifiche. In una zona le persone potevano gridare e cantare, in un’altra avevano l’obbligo di mascherina e in un’altra ancora potevano stare senza mascherina. Tutto questo per un esperimento voluto dal governo olandese per capire come agisce il virus, in che modo dovrà poi avvenire il ritorno alla normalità e le regole da seguire in determinate situazioni.

IN SPAGNA CONCERTO PER 5000 PERSONE
A Barcellona 5.000 persone hanno partecipato a un concerto e prima dello spettacolo sono state tutte sottoposte a un test antigenico. L’esperimento alimenta la speranza dei promotori e del pubblico affinché i grandi eventi tornino da questa estate. Gli organizzatori del concerto hanno sottolineato che si tratta del primo evento commerciale di queste dimensioni a tenersi in Europa durante la pandemia. Con i test antigenici è emerso che solo 6 dei 5.000 spettatori sono risultati positivi al Covid-19 e quindi non hanno potuto partecipare mentre tutti gli altri hanno potuto vivere l’esperienza del concerto live senza mantenere il distanziamento.

Maurizio Pasca, Presidente del Silb Fipe, Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento di Ballo e di Spettacolo

MAURIZIO PASCA, ANDATI IN FUMO 1,5 MILIARDI
«Gli esprimenti di Olanda e Spagna evidenziano come in altri paesi l’intrattenimento è considerato un fatto culturale, si studia il problema per trovare soluzioni intelligenti e razionali – afferma Maurizio Pasca, Presidente del Silb Fipe, Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento di Ballo e di Spettacolo che raduna il 90% delle imprese del comparto censite dalla Camera di Commercio – per capire come poter riaprire in sicurezza. Pensate che in Francia il governo ha stanziato 10 milioni di Euro per sostenere le scuole di Dj, cosa impensabile da noi». Pasca afferma che in Italia il settore è vittima di forti pregiudizi: delle 2.800 aziende italiane che compongono un comparto fondamentale, anche per l’attrattività turistica del Paese, il 30% tra locali e discoteche italiane ha già chiuso definitivamente i battenti. Su un giro d’affari annuo di circa 1,8 miliardi sono andati in fumo 1 miliardo e mezzo, ben più dell’80% del totale. 100 mila gli addetti senza lavoro. «Ripartire in sicurezza per i lavoratori del mondo dello spettacolo è possibile – conclude Pasca – ma occorre cambiare passo perché l’insoddisfazione cresce e non ha senso la retorica sulle chiusure dinanzi alle immagini dei mezzi pubblici stipati oltremisura quotidianamente».

IL DRAMMA DEI NUMERI IN ITALIA
Numeri drammatici confermati anche dal presidente di Assomusica Vincenzo Spera, rappresentante degli organizzatori di spettacoli con musica dal vivo, che ha denunciato una perdita del 97% nel 2020. E il 2021 non sarà certamente l’anno della ripartenza per il comparto, che vedrà l’espansione di fallimenti e crisi. Il settore di teatri e cinema, sommato a quello musicale, ha registrato un crollo di circa l’83% del fatturato nel 2020 (da 2,8 miliardi a 623 milioni), dovuto in primis all’assenza di pubblico. Inoltre, l’osservatorio Siae riporta come lo sciagurato 2020 aveva visto un inizio promettente con un aumento di oltre il 15% del pubblico rispetto ai primi due mesi del 2019.

Simone Rachetta

L’INTERVISTA A SIMONE RACHETTA
Per testare il polso della situazione nel nostro territorio abbiamo intervistato Simone Rachetta, affermato imprenditore marchigiano del mondo della notte e ideatore di eventi e festival musicali di successo.
Con la sua società siete leader del by night, da quanti anni operate nel settore e quali sono i vostri campi d’azione?
«Con il mio socio Francesco Rossetti siamo nel mondo dell’intrattenimento da oltre 25 anni, abbiamo iniziato con il King’s negli anni 90, poi in sequenza abbiamo curato la direzione del Miami Club, dell’ Area 51, l’ideazione e la gestione del Jamaè Club, a seguire ci siamo spostati nella zona di Riccione con la direzione artistica della Baia Imperiale per 9 anni, abbiamo lavorato per Acquafan, Mirabilandia, e infine curato la direzione del Noir Club, Sui Club, Mamamia, Chalet Beach, Transilvania. Abbiamo organizzato molti festival in luoghi suggestivi come aeroporti, castelli, laghi, rotonde sul mare e rocche millenarie. Ogni lavoro è stato unico e abbiamo cercato di mettere a disposizione di ognuno le tante esperienze vissute, che spaziano dal presentare live di gruppi di zona a star come Ligabue o dj set internazionali. Insomma il mondo dell’intrattenimento a 360 gradi».

Com’è cambiato il suo lavoro con l’emergenza Covid-19?
«Dall’emergenza covid il mio lavoro non è cambiato, il mio lavoro è stato azzerato. Da febbraio 2020 ad oggi abbiamo lavorato non più di 6 settimane nel periodo estivo. E probabilmente da oggi si aggiungeranno almeno altri 3 mesi di stop. In totale 1 anno e mezzo di inattività».

Cosa ne pensa dell’esperimento governativo fatto in Olanda? E una via percorribile per capire come affrontare l’emergenza?
«L’esperimento governativo olandese è sicuramente positivo e ancor più lo è che il promoter sia stato il governo. E’ un modo più che corretto per progettare il nostro lavoro una volta che si potrà tornare ad una pseudo normalità, oltre a capire una volta per tutte quanto sia stato veramente impattante l’aver aperto quest’estate un mese e mezzo le discoteche. Le stesse che sono chiuse da metà agosto e nonostante ciò ad oggi i numeri dei contagi non sono cambiati. Ben venga l’esperimento olandese come anche quello spagnolo dove si è svolto un concerto con 5000 spettatori».

L’Italia è un paese a vocazione turistica, soprattutto nel periodo estivo, la scorsa estate c’è stata una sorta di caccia alle streghe verso le discoteche dopo la regolare riapertura a seguito del calo dei contagi (vedi Billionaire). Secondo lei, rispetto al pragmatismo olandese, c’è attenzione nel nostro paese per lo sviluppo del comparto divertimento?
«Nel nostro paese l’attenzione per il comparto del divertimento è pari a zero, peggio ancora si tende ad additarlo come capro espiatorio di molti problemi, e non parlo solo dell’emergenza covid. Per poche gestioni incapaci ce ne sono moltissime altre professionalmente preparate e capaci di garantire sicurezza, esperienza e doti imprenditoriali all’avanguardia. La caccia alla streghe verso le discoteche negli ultimi anni ha reso il settore ai minimi termini e questo è un grande peccato. Pensate che fino a 10 anni fa la scena “Club” italiana è stata fonte di ispirazione di tutte le capitali europee del divertimento, Ibiza compresa. Noi resistiamo in Italia ma più di una volta siamo stati ad un passo dal trasferirci fuori dai confini».

Secondo le sue previsioni quest’estate torneremo alla normalità oppure il modo di vivere la notte che conoscevamo non tornerà mai più?
«Sì, il modo di vivere la notte cambierà, ma stava già cambiando prima del covid. La notte negli ultimi anni si è resa meno attraente, anzi diciamo che è stata snobbata dalla massa. Paradossalmente per certi versi questa sorta di esclusività è stata perfino piacevole. A mio avviso nell’era post covid gli scenari possibili potranno essere due: o l’arrivo dei titoli di coda causato dalla disabitudine del pubblico a vivere la notte oppure ci sarà una seconda vita/rinascita di tutto il comparto notturno. Io scommetto sulla seconda, d’altronde come non potrei? Sì, credo proprio che ci sarà un estremo bisogno “di ballare per tutta la notte”».

Quali sono i sui progetti futuri?
«Oltre al mondo club ci stiamo interessando ad altre realtà molto affascinanti come l’arte dei tattoo e il divertimento legato alla nautica».