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Senigallia

Mozione sull’antifascismo a Senigallia: se ne discute nel prossimo consiglio comunale

Dopo la richiesta dell'Anpi ecco il testo della maggioranza che vieta il suolo pubblico alle manifestazioni di organizzazioni neofasciste o che promuovono idee o comportamenti razzisti, xenofobi, discriminatori

Maurizio Mangialardi
Maurizio Mangialardi

SENIGALLIA – La maggioranza consiliare di Senigallia si colora con le tinte dell’antifascismo e ha proposto una mozione all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di giovedì 30 novembre. Un atto volto alla riaffermazione dei valori della costituzione repubblicana contro ogni manifestazione e movimento di ispirazione nazista o fascista e ogni forma di discriminazione personale e sociale.

Si tratta di un testo proposto dal sindaco Maurizio Mangialardi e dai consiglieri Adriano Brucchini (Vivi Senigallia), Mauro Gregorini (Art.1-Mdp), Nausicaa Fileri (La Città Futura), Vilma Profili (Obiettivo Comune) e Luca Santarelli (Partito Democratico) che fa seguito – anche se dopo molto tempo – alla richiesta dell’Anpi di Senigallia rivolta all’amministrazione comunale. Una richiesta giunta in occasione dello scorso 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione dal nazifascismo, perché anche a Senigallia si tornasse a “essere parte attiva dell’irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione, di contrasto ai troppi neofascismi che impazzano nelle strade e per il web illudendo una parte delle giovani generazioni, di costruzione di una diffusa e forte cultura del dialogo, della solidarietà, della pace”.

Proprio il web è infatti diventato un territorio dove il controllo scarseggia, dove le istituzioni sono presenti più per obbligo di legge o per vantaggi comunicativi, anziché per una reale diffusione dei principi con cui si sono costruite le società moderne. Se da un lato la libertà di comunicazione è un bene indiscutibile, dall’altro c’è il rischio annesso che vengano veicolate teorie di ogni genere, comprese quelle che portano con loro messaggi antidemocratici.
Consapevoli di questo e del fatto che molte organizzazioni politiche si sono date da fare per diffondere sulla rete idee e comportamenti ispirati a sentimenti antidemocratici che si fondano sull’odio e sulle minacce, i consiglieri comunali di centrosinistra si sono dedicati a sviluppare una mozione che potesse prendere in parola quanto espresso dall’Anpi, e far propri alcuni temi cari all’antifascismo.

Diversi mesi son passati ma l’impegno era stato preso e la maggioranza consiliare, con il sindaco in testa, non si è lasciata sfuggire l’occasione di riaffermare unitariamente l’articolo 2 della Dichiarazione universale dei diritti umani adottata dall’assemblea generale delle Nazioni unite il 10 dicembre 1948 e gli articoli 2 e 3 della Costituzione della Repubblica Italiana: in tutti questi articoli si legge che tutti gli uomini hanno pari dignità e devono essere trattati alla stessa maniera senza distinzione di razza, sesso, religione, lingua, opinione politica o condizione personale e sociale.

Ecco che la mozione impegna quindi l’amministrazione da un lato a ribadire la netta contrarietà a quei movimenti che richiamano i principi nazifascisti e dall’altro a metterlo in pratica con alcune mosse preventive e repressive: preventive perché tese all’educazione dei giovani all’antifascismo e al miglioramento dei regolamenti comunali; repressive perché, con il divieto di concedere spazi pubblici a chi non garantisce il rispetto della Costituzione, si evita la diffusione di idee fasciste, razziste o discriminatorie in genere.