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Senigallia

Mozione a Senigallia per il piano contro le barriere architettoniche che manca dagli anni ’90

Molti edifici o servizi pubblici e privati risultano inaccessibili e non fruibili dalle persone con disabilità, permanente o temporanea. Da qui la necessità di impegnare la giunta comunale della spiaggia di velluto

disabile

SENIGALLIA – La presenza in città di molteplici ostacoli di natura strutturale per chi ha problemi alla deambulazione e la mancanza di un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche – P.e.b.a., che manca addirittura dal 1986 – sono all’origine della mozione presentata dalla maggioranza in Consiglio comunale. Una mozione che impegna la giunta a studiare azioni e misure concrete per rimuovere quegli ostacoli architettonici di cui sono pieni gli edifici pubblici e privati di Senigallia e non solo.

L’iniziativa nasce da una campagna dell’associazione Luca Coscioni e dei gruppi consiliari de La Città Futura e Art.1-Mdp ma è stata condivisa e votata all’unanimità dai consiglieri presenti perché si rispetti ciò che «la Costituzione italiana garantisce per ogni cittadino, dunque anche per le persone affette da disabilità, e cioè il diritto alla mobilità e all’accessibilità, il diritto ad una vita indipendente e all’inclusione sociale».

Spesso infatti gli edifici pubblici e gli spazi urbani o gli stessi servizi pubblici sono inaccessibili per le persone affette da disabilità, o anche per un semplice anziano che non cammina bene o persino per chi ha un’invalidità temporanea. Una serie di ostacoli e barriere architettoniche impediscono la libertà di movimento e il diritto a usufruire di beni e servizi: ecco perché è nata la necessità di accelerare verso l’obiettivo che è stato sancito dalla legge n.41/1986, dalla legge regionale 52/1990, nonché dalla convenzione Onu del 2006, come ci spiega il consigliere comunale Nausicaa Fileri, de La Città Futura.

Dai controlli effettuati tramite accessi agli atti dalla cellula di Ancona dell’associazione Luca Coscioni, è emerso poi che non solo la Regione Marche risulta inadempiente per non aver adottato un proprio piano contro le barriere architettoniche, ma anche per non aver svolto tutta quell’attività di monitoraggio degli enti provinciali e comunali perché recepissero la normativa e adottassero a loro volta le misure concrete di competenza.

Finalmente dunque la città di Senigallia avrà il suo piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, anche se, prima di avere concretamente un p.e.b.a. operativo passerà ancora tempo. Sarà comunque uno dei primi comuni nelle Marche a compiere un passo avanti, programmando interventi da eseguire nel corso degli anni. Piccolo passo, ma comunque avanti.