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Senigallia

Mobilità, ecobonus beffa: escluse Senigallia e altre città delle Marche

Mangialardi, sindaco e presidente Anci regionale: «Il solo criterio della popolazione non va bene, abbiamo chilometri di piste ciclabili». Presentato un emendamento al decreto del governo

La pista ciclabile in zona Vivere Verde, a Senigallia
La pista ciclabile in zona Vivere Verde, a Senigallia

SENIGALLIA – Oltre al danno per il mancato ecobonus mobilità, la beffa del criterio che esclude città come Senigallia: il numero degli abitanti. Eppure nel decreto Rilancio varato dal governo per incentivare l’acquisto di biciclette, monopattini, segway e altri mezzi “green”, si stabilisce chiaramente che il contributo fino a 500 euro è previsto solo per coloro che, maggiorenni, vivono in città metropolitane, capoluoghi di provincia o con oltre 50 mila abitanti. 

Nelle Marche in pratica ne potranno beneficiare ad Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro, Urbino; a queste si aggiunge Fano, unica città non capoluogo, ma con oltre 60 mila abitanti (dato Istat). Grandi escluse dall’ecobonus sulla mobilità tante città come San Benedetto del Tronto, Jesi, Senigallia, Civitanova Marche, Porto Sant’Elpidio solo per citarne alcune. Il che fa storcere il naso ai residenti e agli amministratori di quei centri che sfiorano tale soglia ma non vi arrivano. Appunto, una beffa. 

Ne è anche convinto il sindaco della spiaggia di velluto Maurizio Mangialardi il quale ha subito preso le distanze da un simile criterio di scelta. «Non è pensabile escludere Senigallia o altre città come la nostra. Il solo criterio della popolazione non va bene, non può essere sufficiente, soprattutto se non si tiene conto della presenza di chilometri e chilometri di piste ciclabili. Tanti temi girano attorno alla mobilità sostenibile – continua il primo cittadino, ragionando oltre la questione della beffa e passando a esaminare gli aspetti concreti, i danni – penso per esempio alla qualità della vita, al turismo».

Maurizio Mangialardi
Maurizio Mangialardi

Il mancato contributo si traduce in mancati investimenti, in un ulteriore stop all’economia di alcune realtà già gravate dalla crisi susseguente allo stop per il covid. Per una città costiera come Senigallia, spiega Mangialardi, la possibilità di accedere a certi contributi significava incentivare la popolazione a scegliere una mobilità ecologica, una modalità sicura ed economica di trasporto. Non possono essere solo i comuni ad incentivare la popolazione a un certo cambio di mentalità tramite per esempio la revisione di alcune scelte urbanistiche; servono anche contributi statali che poi si potrebbero ripercuotere sul tessuto economico cittadino.

Ma la battaglia non finisce qui, assicura Mangialardi che oltre a essere il sindaco della spiaggia di velluto è anche presidente dell’Anci delle Marche e coordinatore nazionale delle Anci regionali: l’associazione nazionale dei comuni italiani ha presentato al governo un emendamento affinché vengano rivisti i criteri per l’assegnazione dei contributi previsti con l’ecobonus sulla mobilità sostenibile, che ha già fatto registrare un boom di richieste nelle attività, per esempio, del capoluogo marchigiano.