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Senigallia

Minoranze straniere non rappresentate nell’unione dei comuni, parte da Senigallia la denuncia

Il consigliere straniero aggiunto dell’assise senigalliese, Mohamed Malih, spiega: «Mi piacerebbe ogni tanto che i discorsi sulle minoranze non rimanessero solo meri proclami fini a stessi»

Mohamed Malih nella fotografia scattata da Patrizia Lo Conte
Mohamed Malih nella fotografia scattata da Patrizia Lo Conte

SENIGALLIA – C’è poca o nulla rappresentanza politica dei cittadini di origine straniera negli enti locali. A denunciare questa situazione è Mohamed Malih, ex presidente della consulta cittadina degli immigrati e attualmente neo eletto consigliere straniero aggiunto nell’assise comunale di Senigallia.

Durante la conferenza dei capigruppo dello scorso martedì 24 novembre, Malih ha segnalato come da pochi giorni siano stati scelti i 12 consiglieri che andranno a rappresentare Senigallia in seno all’unione dei comuni “Le terre della marca senone”. Oltre al sindaco Massimo Olivetti (che fa parte di diritto della giunta in quanto sindaco di una delle città costituenti l’unione), ne faranno parte 8 consiglieri della maggioranza (Andrea Carletti, Daniela Antonelli, Massimo Montesi, Marcello Liverani, Davide Da Ros, Filippo Crivellini, Luigi Rebecchini, Lucia Pucci) e 4 dalla minoranza (Stefania Pagani, Enrico Pergolesi, Rodolfo Piazzai e Dario Romano).

«Con una dimenticanza a mio avviso grave – sostiene Mohamed Malih – A nessuno è venuto in mente di prendere in considerazione una qualche forma di rappresentanza della comunità dei migranti in seno a questa unione dei comuni». Nel consiglio dell’unione infatti non è prevista la partecipazione di alcun consigliere straniero, che tra l’altro è una figura presente solo nell’assise di Senigallia e con gravi limitazioni nel voto.

Mohamed Malih va oltre e fa anche una considerazione di carattere più generale: «Mi piacerebbe ogni tanto che i discorsi sulle minoranze non rimanessero solo meri proclami fini a stessi. Così come mi piacerebbe anche che la richiesta di adeguare lo statuto per colmare questa dimenticanza, e prevedere quindi anche nell’unione dei comuni una qualche forma di rappresentanza degli stranieri non sia solo questione del Consigliere straniero aggiunto ma che riguardasse invece tutti che abbiano a cuore davvero le minoranze».