Centro Pagina - cronaca e attualità

Senigallia

Sta meglio il bambino colpito da meningite a Senigallia

L'antipneumococcico protegge da 13 differenti sierotipi ma non dal numero 8 per cui è in fase di studio un nuovo vaccino. Per le persone entrate a stretto contatto con il piccolo paziente non è stata necessaria una profilassi antibiotica

L'Ospedale Salesi di Ancona

SENIGALLIA – Sta meglio il bambino di dieci anni ricoverato d’urgenza una settimana fa all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. I medici gli avevano diagnosticato una meningite, risultata dai primi esami di laboratorio esser stata originata da pneumococco. Per le persone che erano entrate a stretto contatto con lui, tra cui i compagni di scuola e gli insegnanti, non era stato necessario sottoporsi ad una profilassi antibiotica.

«Dai laboratori di immunologia clinica del Meyer di Firenze, struttura con la quale collaboriamo, è arrivata la notizia relativa al caso di meningite batterica da pneumococco che ha recentemente colpito un bambino senigalliese di 10 anni. Il batterio responsabile dell’infezione è uno pneumococco di sierotipo 8, generalmente responsabile di un limitato numero di meningiti e che non poteva in alcun modo essere evitato, visto che il vaccino antipneumococcico effettuato dal bambino in questione protegge da 13 differenti sierotipi (1, 3, 4, 5, 6A, 6B, 7F, 9V, 14, 18C, 19A, 19F, 23F ) ma non dal sierotipo 8 – spiegano i medici Daniela Cimini, Daniel Fiacchini, Vania Moroni, Giada Gori e Daniela Francoletti del Dipartimento di Igiene e Sanità dell’Asur 2 – Siamo stati immediatamente avvisati del risultato che pone fine ad ogni nostro dubbio».

Nessun fallimento vaccinale: «Appena saputo che si trattava di pneumococco, era evidente che ci saremmo trovati di fronte a uno di due possibili scenari: da un lato la possibilità che si potesse trattare di un fallimento vaccinale, ma ci pareva un’evenienza molto rara, visto che il bambino risultava perfettamente vaccinato con il miglior vaccino disponibile; dall’altro lato la possibilità che a causare l’infezione fosse stato un sierotipo batterico differente rispetto ai 13 da cui il vaccino protegge».