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Senigallia

Senigallia, Mangialardi sul no della Regione a demolizione e ricostruzione del ponte Garibaldi: «Una scorrettezza»

Il consigliere regionale, ex sindaco senigalliese, all'attacco della Giunta: «Demolizione e ricostruzione erano già state da me concordate con la precedente amministrazione regionale»

Ponte Garibaldi a Senigallia
Ponte Garibaldi a Senigallia

ANCONA – «Rispondendo a una mia interrogazione, l’assessore Stefano Aguzzi ha annunciato che la Regione Marche non interverrà, come avevo sollecitato, per la demolizione di ponte Garibaldi e successiva ricostruzione di una nuova struttura senza pile nell’alveo. Una decisione che conferma ancora una volta il totale disinteresse della giunta Acquaroli verso la città di Senigallia». A dirlo è il consigliere regionale Pd Maurizio Mangialardi, ex sindaco di Senigallia, a margine della seduta odierna dell’Assemblea legislativa delle Marche. Mangialardi si scaglia contro la Giunta, di destra.

«L’assessore Aguzzi – spiega Mangialardi – dando anche prova di avere scarsa dimestichezza con le competenze che gli sono state affidate, ha affermato che al massimo la Regione Marche potrebbe demolire ponte Garibaldi. Questa è una vera e propria scorrettezza, perché in realtà non solo la demolizione, ma anche la ricostruzione erano già state da me concordate con la precedente amministrazione regionale nell’ambito dell’assetto di progetto, che prevedeva anche gli analoghi interventi realizzati su ponte Portone e ponte 2 giugno, il rafforzamento degli argini e l’escavo del tratto finale del fiume. Tra l’altro, il progetto andrebbe realizzato in tempi brevi e non lasciato a languire in qualche polveroso cassetto. Purtroppo, l’unica certezza che abbiamo oggi è che stracciando i precedenti accordi, Acquaroli e Aguzzi azzoppano il grande lavoro svolto negli ultimi cinque anni per la messa in sicurezza del Misa e dell’intera città».

«Devo dire – conclude Mangialardi – che questa decisione, pur preoccupandomi, non mi sorprende, vista la determinazione con cui la giunta regionale, fin dal suo insediamento, ha cercato di penalizzare Senigallia e le comunità delle valli del Misa e del Nevola. Molto grave, invece, è che tutto ciò avvenga con il complice silenzio, se non addirittura l’assenso, dell’attuale sindaco Olivetti e della destra senigalliese. Da mesi, infatti, assistiamo alla stucchevole compiacenza di sindaco e giunta di fronte all’oblio in cui la Regione Marche ha deciso di confinare la nostra città. Ciò è molto grave e i cittadini devono essere consapevoli che così facendo, sull’altare dell’alleanza politica tra due giunte di destra, si sacrifica la sicurezza e la serenità dei senigalliesi».