«Mancano 70 infermieri nell’Av2, ma all’ospedale di Senigallia c’è la situazione peggiore»

Il comitato cittadino che da tempo segue la questione denuncia un bollettino di guerra: vari reparti sono costretti a fare i conti con personale ridotto ma non è la sola problematica: anche la politica è nel mirino degli attivisti senigalliesi

L'ospedale di Senigallia
L'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – Mancano almeno 70 infermieri nell’area vasta 2. A dare l’allarme è il Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia che denuncia per la spiaggia di velluto il primato – non auspicabile – come situazione più difficile.

«La situazione più allarmante è all’ospedale di Senigallia dove l’oncologia ha almeno un medico e un infermiere in meno; la dialisi in grande difficoltà senza due infermieri; la cardiologia, soprattutto senza due cardiologi, senza due oss, si è vista ridurre i posti letto per l’accorpamento con medicina; la gastroenterologia è senza quattro infermieri e tre oss; al blocco operatorio/centrale di sterilizzazione mancano sette infermieri su 26 e i tre oss presenti sono tutti precari; al 118 mancano autisti; al personale del pronto soccorso, che non ha avuto rafforzamenti estivi, sono state bloccate le ferie per il grande afflusso di turisti estivi; al reparto di psichiatria mancano due infermieri; all’A.d.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) ne mancano tre; alla Rsa di Corinaldo ne manca uno. Inoltre il centro trasfusionale, il laboratorio analisi, la radiologia e il ced sono senza operatori tecnici/sanitari sufficienti. Tutto il resto funziona bene? Nemmeno per sogno, se parliamo dell’otorino e dell’oculistica che non hanno assistenza il pomeriggio, la notte, il sabato e la domenica; la cardiologia di fatto non ha più la terapia intensiva (senza Utic), ma è riabilitativa (particolare mica da poco)».

Insomma un bollettino di guerra sembra descrivere il Comitato cittadino che se la prende con le promesse fatte da alcuni politici locali, come Fabrizio Volpini, consigliere regionale e possibile candidato a sindaco di Senigallia.

«Le criticità enunciate sul disastro sanitario – continuano dal Comitato per l’ospedale senigalliese – necessitano di una precisazione doverosa, in quanto non imputabili in alcun modo ai lavoratori ospedalieri presenti che sentiamo invece di ringraziare. Il motivo di questo profondissimo e sentito ringraziamento è la straordinaria competenza tecnica e la umana partecipazione, profusa nella cura dei pazienti. Loro ci mettono la faccia, l’impegno la professionalità e il cuore nel loro lavoro. La questione purtroppo è invece a livello organizzativo di coloro che invece la loro faccia non la fanno vedere se non sporadicamente, magari solo grazie a noi che li staniamo dalle loro poltrone».

«I lavoratori purtroppo si scontrano con un progetto regionale che va sempre più alla deriva e verso una sanità privata. Lo si vede dalle strutture private accreditate in questo quinquennio da Ceriscioli. Lui gestisce la sanità in modo matematico e algoritmico con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Loro, i fantomatici direttori generali o amministrativi che dir si voglia, non assumono sanitari, non coprono i posti di ruolo vacanti, non comprano attrezzature sanitarie perché risparmiano e su questi risultati, per noi vergognosi perché ottenuti sottraendo risorse alla salute dei cittadini, avendo risparmiato prendono i premi di risultato per gli obiettivi raggiunti anche dell’ordine di 20/30 mila euro».