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Senigallia

Maltrattamenti in famiglia, 21enne finisce agli arresti in comunità

Un giovane di Montemarciano, responsabile di minacce e lesioni ai genitori e alla nonna dopo continue richieste di denaro, ha violato il divieto di avvicinamento: il giudice ha stabilito che attenda il processo in una struttura terapeutica

MONTEMARCIANO – Era stato arrestato lo scorso 9 luglio per maltrattamenti in famiglia. Ieri – mercoledì 24 luglio – la posizione del 21enne di Montemarciano si è aggravata ed è finito ai domiciliari in una comunità terapeutica, in attesa del processo.

L’ordinanza della misura cautelare è stata emessa dal Tribunale di Ancona e i Carabinieri della stazione di Montemarciano hanno eseguito l’arresto perché il giovane aveva violato più volte la misura cautelare dell’allontanamento dall’abitazione familiare con divieto di avvicinamento alle persone offese nonché ai luoghi dalle stesse frequentati. Misura che era stata disposta in sede di convalida dell’arresto per maltrattamenti.

Non curante del divieto, il 21enne di Montemarciano con problemi di tossicodipendenza era entrato, qualche giorno fa, nella casa familiare e insultando la madre. In precedenti occasioni, si era presentato davanti al cancello di casa andandosene solo su richiesta della madre. La stessa madre a cui aveva scagliato diversi oggetti, insulti e minacce, così come alla nonna, perché si erano rifiutate di dargli 50 euro.

Lo scorso 9 luglio l’episodio più grave, a seguito del quale sono dovuti intervenire i Carabinieri allertati dai vicini di casa, ma non era la prima volta che il giovane inveiva contro i familiari. Le indagini avevano infatti consentito di accertare che il 21enne, tossicodipendente, da circa un anno, reagiva con comportamenti violenti fino ad alzare le mani contro i genitori e la nonna ogni volta che si rifiutavano di prestargli del denaro. Ora è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica in attesa del processo per maltrattamenti, ma soprattutto per potersi liberare da una dipendenza che l’ha portato in una sorta di prigione mentale prima ancora che fisica.