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Senigallia

Macerata, dal combattente Karim Franceschi l’appello: «Alla manifestazione con gli antifascisti»

Il combattente senigalliese che ha fronteggiato le truppe dell'Isis a Kobane e Raqqa invita tutti a partecipare o sostenere la manifestazione antifascista prevista a Macerata per sabato 10 febbraio

Karim Franceschi
Karim Franceschi

SENIGALLIA – «Ciao a tutti, sono Karim Franceschi, fondatore del battaglione internazionale che ha unito i giovani europei con i valori democratici e antifascisti per la liberazione di Raqqa a fianco del popolo curdo. A Raqqa abbiamo sconfitto l’Isis poi sono tornato a Senigallia, sono marchigiano e da marchigiano antifascista sono scioccato da quanto successo nei giorni scorsi».

Esordisce così il combattente senigalliese che ha combattuto l’Isis a Raqqa, a Kobane e in altre città tra le fila dell’Ypg, le forze di liberazione curde, riferendosi all’omicidio e all’attentato di Macerata, dove una ragazza è stata uccisa e fatta a pezzi pochi giorni prima che un estremista di destra sparasse alcuni colpi di pistola contro persone straniere, ferendone sei.

Scioccato non solo per l’attacco di «un folle fascista ma anche per le prese di posizione di media e partiti politici e dalle dimostrazioni di solidarietà che sono state fatte a questo pazzo».
Nella manifestazione nazionale prevista a Macerata per il prossimo 10 febbraio, il senigalliese vedeva «un’opportunità per mostrare un’altra Italia, perché sono sicuro che ci sia un’altra Italia fatta di giovani che credono nella Costituzione, nei valori democratici, negli ideali di pace e antifascismo».
Molti partiti di sinistra e organizzazioni compresa l’Anpi hanno ritirato la propria adesione alla manifestazione, ma a queste sigle Karim Franceschi risponde che sarà a Macerata con gli antifascisti, «assieme a tutti coloro che credono che rimanere in silenzio in questo momento sia quasi una dimostrazione di assenso».

Di qui l’appello alla partecipazione o al sostegno alla manifestazione che sta diventando di rilievo non solo per ciò che accade in Italia, ma che può divenire una risposta, un simbolo per tutta l’Europa.