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Senigallia

Il M5S si schiera contro la maggioranza: «Senza DEA di I livello perderemo Utic, poi rianimazione e infine pronto soccorso»

La tutela dell'Utic della spiaggia di velluto passa attraverso il mantenimento di tutti i servizi sanitari che il decreto Balduzzi riconosce nel DEA di I Livello: la scelta del Movimento 5 Stelle

ospedale Senigallia
Ospedale Senigallia

SENIGALLIA – In tanti, ormai quasi tutti i cittadini, dovrebbero aver letto che si è tenuto il 5 ottobre scorso un tavolo tecnico con l’Asur Marche per la vicenda dell’unità di terapia intensiva di Senigallia. Un incontro in cui si è raggiunto un accordo per la salvaguardia del reparto e più in generale sulla rete cardiologica dell’intera area vasta n.2, ma «del quale non sa niente nessuno, tanto meno gli operatori delle unità operative interessate». E questo desta preoccupazione nelle due consigliere del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli.

«Abbiamo letto con sorpresa gli articoli tra cui quello della segreteria del PD locale che narrano le sorti della vicenda cardiologia – Utic del nostro ospedale. Noi avevamo chiesto con forza, fin dall’incontro in IV commissione del 24 luglio scorso, che non venissero toccate in alcun modo, per tutta una serie di motivi che abbiamo enunciato ripetutamente e con forza nonostante gli attacchi scomposti ed i trucchi di prestigio delle nuova maggioranza che si è creata in Consiglio comunale in questi ultimi mesi. Per tutta risposta, il sindaco, l’11 ottobre scorso, ci dice che “… il tavolo tecnico predisposto dall’ASUR per rivedere il Piano di riorganizzazione della sanità regionale ha previsto la rimodulazione dell’UTIC ….”.»

La rimodulazione però deve avvenire in base a determinati criteri o a necessità gravi. Uno di questi criteri, spiegano le due consigliere pentastellate, dovrebbe essere la popolazione servita. In base al decreto Balduzzi che regola il riordino degli ospedali, i Dipartimenti di Emergenza Urgenza e Accettazione (DEA) di primo livello che hanno al loro interno specialità come Cardiologia e UTIC «devono essere garantiti per bacini di utenza di 150-300mila abitanti. Nelle Marche abbiamo un milione e mezzo di abitanti e 10 cardiologie con UTIC, quindi siamo perfettamente in regola: non ci sono “reparti di troppo”! Senigallia da sola copre un bacino di utenza di circa 100.000 abitanti, che triplica in estate, e sta dando risposte ai bisogni di salute a tutti i cittadini della Valcesano, che sono stati privati di strutture di riferimento» spiegano Martinangeli e Palma.
Anche a livello di posti letto non sembrerebbero esserci problemi: mentre la cardiologia senigalliese ha disponibilità per 20 posti letto, l’Utic ne ha sei. In base alle prestazioni fornite, inoltre, Senigallia ha indici di appropriatezza e volumi di attività decisamente migliori rispetto a Jesi e Fabriano. Quindi, si chiedono le due esponenti del M5S, «perché è necessaria questa rimodulazione? E cosa si intende per rimodulazione? Taglio di posti letto? Dove andranno le persone con infarto, scompenso cardiaco, edema polmonare, aritmia maligna che non troveranno più posto a Senigallia? Andranno a Jesi? a Fabriano? O peggio?».

In sostanza, per mantenere cardiologia e Utic come hanno operato finora, bisogna che la politica tutta si schieri per il DEA di primo livello, perché con esso, come previsto dal decreto Balduzzi (D.M. n. 70/2015), saranno mantenuti i seguenti reparti con posti letto: Cardiologia, UTIC, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Rianimazione, Medicina di urgenza-OBI (Osservazione Breve Intensiva), Neurologia, Otorino, Oculistica, Urologia, Psichiatria. «Negli ultimi anni abbiamo già perso 10 posti letto di lunga degenza e 27 posti letto per acuti, oltre alle degenze di Otorino e Oculistica, ridotti ad erogare prestazioni in regime ambulatoriale. Per declassare l’ospedale di Senigallia a ospedale di base (obiettivo che il PD sembra voler perseguire a tutti i costi) il primo indispensabile passo è dunque smantellare il DEA di primo livello, senza il quale noi perderemo l’UTIC, poi la rianimazione, infine il Pronto Soccorso, realtà che sono fondamentali per trattare pazienti critici con necessità di un sostegno intensivo alle funzioni vitali».