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Senigallia

Riaprono i ristoranti, anche a Senigallia si intravede la luce in fondo al tunnel

L'imprenditore Cristian Ramazzotti: «Non sarà tutto possibile come prima, servirà particolare attenzione ai protocolli non solo dei lavoratori ma anche da parte della clientela»

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SENIGALLIA – Vede la luce in fondo al tunnel l’imprenditore Cristian Ramazzotti, titolare dei ristoranti Tajamare sul lungomare Marconi e Acquapazza sul lungomare Mameli. La riapertura di oggi, 26 aprile, dei locali e l’avvicinarsi a grandi passi della stagione estiva mettono di buon umore, o quasi, gli esercenti della spiaggia di velluto.

«Siamo emozionati per la riapertura – ammette Ramazzotti, ex assessore senigalliese – perché innanzitutto è un segnale che la crisi pandemica è in miglioramento anche se ancora la situazione non è rosea con oltre 10 mila contagi al giorno. Con i vaccini che si stanno somministrando siamo sicuri che andrà ancora meglio. Per noi questo giorno significa vedere la luce in fondo al tunnel: è già la quarta volta che siamo autorizzati a riaprire i ristoranti e speriamo che non ci siano altre chiusure».

Cristian Ramazzotti
Cristian Ramazzotti

«Ovviamente non sarà tutto possibile come prima – continua Ramazzotti – perché molti locali senigalliesi hanno, per fare un esempio, un bancone solo all’interno dove non ci si potrà avvicinare e consumare il caffè. Servirà quindi particolare attenzione non solo da parte di chi lavora in questo settore ma anche da parte della clientela. Attenzione ai protocolli e collaborazione».

Tra i nodi ancora da sciogliere c’è sicuramente l’orario del coprifuoco. La limitazione delle ore 22 impone grossi limiti a quanti vogliono tornare a cena fuori. «Attualmente abbiamo diverse prenotazioni per il pranzo e poche per la cena, nonostante le cucine dei nostri ristoranti siano già attive alle ore 19. Forse è una sensazione di questa prima giornata di riapertura ma credo che ancora qualcuno debba comprendere che siamo aperti. Certamente dover cenare presto e tornare a casa entro le 22 impedisce ai clienti di spostarsi tra le città, ma credo che non sarà un grosso problema per i senigalliesi che in un quarto d’ora massimo possono raggiungere la propria abitazione. Un’ora in più non avrebbe creato grossi problemi ma agevolato tanto noi nella gestione. Sicuramente inoltre inciderà molto il meteo e in questi primi giorni non sembra sarà bellissimo».

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Una foto del ristorante Tajamare d’estate

Anche se in questo momento sono molteplici i dubbi e le incertezze, la riapertura permetterà a molte famiglie di tornare a lavorare. Il settore turistico, ricettivo e ristorativo è il primo motore dell’economia senigalliese e questa iniezione di fiducia gioverà anche a livello sociale dove le difficoltà economiche si stanno riversando. «Tra i vari locali, impieghiamo circa 100/120 persone nei mesi estivi clou. Per il momento stiamo assumendo il personale necessario a ripartire, poi pian piano riprenderemo a lavorare tutti i collaboratori».

Altra questione spinosa è quella degli spazi all’aperto: non tutti i locali sono situati in luoghi in cui posizionare tavolini e sedie. «Questa riapertura è ovviamente una mediazione politica al ribasso che crea però figli e figliastri – afferma Ramazzotti – Sul lungomare c’è possibilità di sfruttare gli spazi esterni ma altri, penso ai ristoranti del centro storico, non possono. Non è così democratica questa situazione e spero che si possa risolvere presto».