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Senigallia

L’ira del Gsa: «Basta trasformare il verde di Senigallia in parcheggi»

All'idea dell'amministrazione comunale di fare spazio alle auto in due giardini del lungomare Da Vinci, il Gruppo Società e Ambiente proponte di favorire l'uso dei mezzi pubblici

La mappa dei parcheggi nell'area dei giardini sul lungomare Da Vinci, a Senigallia, tra la pensione Lucia e il camping Verde Mare
La mappa dei parcheggi nell'area dei giardini sul lungomare Da Vinci, a Senigallia, tra la pensione Lucia e il camping Verde Mare

SENIGALLIA – “No” al sacrificio di due giardini pubblici per fare posto ad altrettanti parcheggi. È quanto ribadisce il Gsa, il Gruppo società e ambiente, in merito all’idea di trasformare le due aree verdi sul lungomare Da Vinci, a Senigallia, per fare posto alle auto di lavoratori stagionali e turisti.

La proposta affianca il progetto della ciclovia Adriatica nell’itinerario Fano-Marotta-Senigallia che interessa anche il lungomare Da Vinci. L’aver eliminato una fila di parcheggi per fare spazio alla pista ciclabile aveva sollevato numerose perplessità, a cui aveva poi fatto seguito la protesta per il senso unico di marcia con direzione nord-sud. L’amministrazione comunale ha voluto allora andare incontro alle esigenze di residenti e imprenditori cercando altre soluzioni per recuperare parte degli stalli auto perduti e la scelta è ricaduta anche su due aree verdi, due giardini pubblici – per la verità usati pochissimo – che costeggiano il lungomare.

Oltre alle cinque aree già individuate lato monte e a ridosso della statale Adriatica per un totale di circa 22 mila mq, si è ipotizzato di trasformare i giardini pubblici tra il circolo F.lli Bandiera e l’hotel Perla e i giardini situati tra la pensione Lucia e il camping Verde Mare.

Ma secondo il Gsa è una scelta sbagliata per varie ragioni. «Siamo contrari all’eliminazione di ogni spazio verde, pubblico o privato, nella nostra città, già fortemente carente in tal senso». A tal proposito ricordano dal Gsa la tendenza di altre località come Rimini ma anche San Benedetto del Tronto di realizzare «ampie cortine fiorite sui loro lungomari». La critica non riguarda la pista ciclabile ma il voler trasformare sempre il verde in cemento. In realtà entrambi gli spazi non vedranno in realtà l’asfalto ma rimarranno sterrati ed erbosi.

Dal Gsa arriva la proposta di cercare oltre la ferrovia le aree da riconvertire a parcheggio a favore del lungomare di Ciarnin ma soprattutto quella di usare i mezzi pubblici. «Riteniamo necessario favorire la mobilità sostenibile con una ciclovia, senza aumentare quella automobilistica, contrastare la mobilità privata favorendo la mobilità pubblica con bus-navette; riteniamo anacronistica la scelta di investire in parcheggi eliminando aree verdi e pensiamo che sia necessario preservare e valorizzare aree verdi superstiti, la cui tutela è correlata alla nostra salute, specie in un momento come questo, Ricordiamo che il consumo di suolo amplifica gli effetti dei cambiamenti climatici rendendo le città più vulnerabili a fenomeni climatici estremi».

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