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Senigallia

Lavoratrice non confermata per il colore della pelle, la Cgil condanna: «Grave, va contro i principi della Costituzione»

Il sindacato sprona perché si diffonda una cultura ispirata all'integrazione e all'inclusione. Nel frattempo si augura che la lavoratrice venga ricollocata al lavoro

La casa di riposo per anziani "Stabilimento Pio" di Senigallia, gestito dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti
La casa di riposo per anziani "Stabilimento Pio" di Senigallia, gestito dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti

ANCONA – «Riteniamo gravissimo quanto accaduto poiché il diritto al lavoro non può e non deve essere influenzato dal colore della pelle, specialmente quando, come per Fatima, lavorare rappresenta la possibilità di affermare la propria indipendenza come donna e l’opportunità di potersi ricongiungere con le figlie rimaste in Senegal».

Sono le parole con cui la Cgil di Ancona è intervenuta sul caso della 40enne di Senigallia che si è vista “sfuggire” l’opportunità di un contratto di lavoro con la cooperativa Progetto Solidarietà per questioni superficialmente ricondotte al colore della pelle.

La donna, originaria del Senegal, dopo una prova di 4 giorni, non è stata confermata nel ruolo, non avendo né il titolo di operatrice socio-sanitaria né altri equivalenti ma solo dell’esperienza come assistente in casa di anziani e disabili. La motivazione però non è da ricondurre al possesso dei titoli opportuni, ma al fatto che alcuni pazienti si fossero lamentati del suo essere straniera.

L’episodio è stato giudicato grave dalla sezione provinciale della Cgil: il sindacato dei lavoratori si trova alle prese ogni giorno con casi simili di esclusione del “diverso” da vari settori della vita quotidiana, tra cui appunto, anche il lavoro.

«Questo episodio fa emergere la necessità – si legge in una nota della Cgil di Ancona – della diffusione di una cultura ispirata ai principi dell’integrazione e dell’inclusione, anche e soprattutto, nel mondo del lavoro. Così come recitano gli artt. 1 e 3 della Costituzione è il lavoro lo strumento di riconoscimento sociale senza alcuna distinzione di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Come Cgil crediamo fortemente che, per abbattere i muri delle intolleranze e dei pregiudizi, debba avere un ruolo fondamentale il lavoro, tutelato e dignitoso.

«Auspichiamo – concludono – che in futuro l’Opera Pia si ispiri ai principi della Costituzione, anche in armonia con il contesto territoriale in cui si colloca, da sempre riconosciuto come aperto all’inclusione; ci auguriamo inoltre che la Cooperativa, come ha già dichiarato, si impegni a ricollocare la lavoratrice».