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Senigallia

Lanterna Azzurra, il Comune di Corinaldo escluso dalle parti civili

Il Gup Paola Moscaroli non ha ammesso l'ente locale corinaldese. Il sindaco Principi: «Rispetto la decisione ma era giusto rappresentare una comunità per sempre ferita da questa tragedia. Strada in salita ma continuiamo a testa alta»

Lanterna Azzurra di Corinaldo
Sopralluogo alla Lanterna Azzurra (foto d'archivio)

CORINALDO – Tra le parti civili del processo sulla strage della Lanterna Azzurra non figura il Comune di Corinaldo. Nonostante sia stata presentata domanda di ammissione, il Gup Paola Moscaroli ha ritenuto di escludere l’ente municipale dalla platea di circa 80 parti civili. Lo ha deciso il 7 maggio, quando è stata rinviata all’11 giugno prossimo l’udienza che darà il via al processo, con l’ascolto dei componenti della cosiddetta banda dello spray.

Il primo cittadino del paese dove si è verificata l’8 dicembre 2018 la tragedia in cui persero la vita cinque adolescenti e una giovane mamma, non si aspettava questo esito. «Ho fatto il mio dovere – ha dichiarato il sindaco Matteo Principi -. L’amministrazione comunale doveva chiedere al giudice di essere presente al processo tra le parti civili e quindi abbiamo presentato tramite l’avvocato Alessandro Lucchetti la domanda di ammissione».

«Lo abbiamo chiesto – continua Principi – anche se c’è aperta un’altra indagine dove anche la Commissione di Vigilanza è indagata, oltre ai proprietari e ai gestori della discoteca. Ritenevo e ritengo ancor oggi giusto rappresentare il dolore di una comunità colpita e per sempre ferita da questa immane tragedia».

Matteo Principi
Matteo Principi

«Rispetto la decisione del Gup ma continuo ad affrontare a testa alta questa strada impegnativa e in salita, con l’obiettivo – ha concluso il sindaco di Corinaldo – di giungere alla verità e aiutare la magistratura a fare luce su ciò che è davvero successo alla Lanterna Azzurra».

Tra le parti civili non sono state ammesse nemmeno la società di gestione del locale Magic srl, né i proprietari.