Centro Pagina - cronaca e attualità

Senigallia

La Fiera di Senigallia rivivrà per un giorno nella mostra degli “Amici del Molo”

Sabato 24 marzo sarà possibile visitare l'esposizione di immagini, cartoline e documenti sull'antica manifestazione che dal '300 richiamava sul fiume Misa mercanti da varie parti del mondo

L'antica fiera di Senigallia
L'antica fiera di Senigallia

SENIGALLIA – La spiaggia di velluto rivivrà il suo passato grazie alla mostra di immagini e documenti sulla ben nota Fiera di Senigallia. Si tratta infatti di una delle manifestazioni più antiche e importanti, non solo a livello locale ma anche nazionale, di cui si hanno tracce fin dal 1300 e persino in un’opera di Carlo Goldoni. Una mostra ripercorrerà le tappe di quest’evoluzione che superò anche le difficoltà legate alla diffusione in più occasioni della peste e che oggi richiama migliaia di turisti.

La Fiera di Senigallia rappresentò infatti per la città il momento di crescita per la città e per le Marche grazie al mercato libero. Inizialmente era chiamata “fiera franca”, poi con il marchio dello Stato pontificio passò a essere dedicata alla Maddalena, la patrona della città e la denominazione passò in Fiera della Maddalena. La fiera crebbe nonostante le interruzioni per circa 8 anni (non consecutivi) causate dalla peste e dal colera soprattutto tra ‘600 e ‘700, ma l’ultima sospensione si ebbe nel 1836. Crebbe comunque fino a raggiungere il massimo sviluppo nel corso del XVIII secolo, in coincidenza anche con la decadenza economica dei vicini centri commerciali di Ancona e di Recanati.

Per 15 giorni, a Senigallia arrivavano mercanti da ogni parte del mondo: non solo dall’Europa (Austria, Francia, Inghilterra, Belgio, Danimarca, Grecia) ma anche dagli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dalla Turchia alla Siria, dalla Libia all’Egitto, da Cipro alla Giordania.
Talmente tante e variegate erano le delegazioni straniere presenti per la Fiera di Senigallia che la zona dell’attuale rione Porto, dove appunto si fermavano le navi (un tempo il fiume era navigabile), porta ancora tra le sue vie i nomi dei consolati che vi avevano posizionato la propria sede. Ed ecco quindi via Cattaro, Siria, Samo, Corfù, Smirne, Rodi. Sede di rappresentanze straniere ma anche semplici locali presi in affitto dai mercanti per esporre le proprie mercanzie.

Da questo dedalo di persone, episodi e storie venne ispirato anche Carlo Goldoni che compose nel 1760 il libretto dell’opera “La Fiera di Sinigaglia” sulle musiche del napoletano Domenico Fischietti. Oggi la fiera di Senigallia, intitolata Fiera di Sant’Agostino, è giunta alla sua 554esima edizione: un numero che non tiene conto però delle prime edizioni e delle varie interruzioni per guerre e peste.

La mostra sarà composta da disegni della vecchia fiera e da foto delle epoche più recenti, ma senza arrivare ai giorni nostri. In esposizione, inoltre, anche alcuni editti della Fiera pontificia. Saranno consultabili delle pubblicazioni sulla storia della fiera ed altre per conoscere episodi di vita di allora. A corredo, infine, sarà visibile una selezione di immagini di Senigallia in cartolina, con tutti i suoi espositori in mostra in un vortice di suggestioni.
L’iniziativa è della fratellanza “Amici del Molo” e si terrà proprio nel capannino sul molo di ponente del porto senigalliese, sabato 24 marzo, dalle 16 alle 19:30.