Italia Nostra: la riqualificazione della pesa pubblica è un’occasione unica per porta Mazzini

Ora in degrado e nascosta, nel futuro dovrà essere liberata da cartelli, manufatti, alberature per ripristinare la sua monumentalità

Porta Mazzini a Senigallia, agli inizi del '900
Porta Mazzini a Senigallia, agli inizi del '900

SENIGALLIA – Inutile avere porte monumentali dell’impianto settecentesco della città se poi non vengono valorizzate. Ecco perché Italia Nostra plaude all’intervento nell’area ex mulino Tarsi che consentirà di liberare porta Mazzini, suggerendo però alcuni accorgimenti.

Già porta Colonna o porta Maddalena, è una delle due porte monumentali sopravvissute alle trasformazioni della città: poi venne fortemente danneggiata dal terremoto del 1930, che l’ha privata della parte superiore e ne ha modificato parzialmente la struttura.

È uno dei principali monumenti architettonici della città, oltre che una testimonianza storica dell’ampliamento settecentesco, ma non se ne può accorgere nessuno poiché l’area è piena di ingombri visivi e ambientali che offuscano la porta, pur in condizioni di degrado. Eliminando così ogni possibile consapevolezza del suo valore storico, urbanistico e architettonico.

Ecco perché i lavori di riqualificazione dell’area ex Mulino Tarsi – che prevedono la sistemazione dell’area della pesa pubblica, delle mura storiche e della porta Mazzini, sono un’occasione irrinunciabile per effettuare un intervento esemplare, «che non si limiti al solito restauro esteriore dei manufatti, ma si ponga anche l’obiettivo di restituire decoro e identità architettonico/storica a tutta questa parte delle fortificazioni cinque-settecentesche».

Porta Mazzini e il parcheggio della pesa a Senigallia
Porta Mazzini e il parcheggio della pesa a Senigallia

In primo luogo attraverso un’adeguata visibilità, evitando ingombri come tabellazioni, segnaletiche, centraline o altro, e poi alberature e vegetazioni troppo ravvicinate, disponendo gli alberi in modo tale da lasciare scoperta interamente Porta Mazzini. Poi ne dovrebbe seguire un’altrettanto adeguata valorizzazione delle mura storiche attraverso l’abbassamento della pavimentazione stradale e del parcheggio, con un’ampia fascia pavimentata in pietra e la giusta illuminazione. Infine andrebbe ripristinato il selciato all’interno della Porta.

Interventi che secondo Italia Nostra non comporterebbero spese aggiuntive né per l’amministrazione comunale né per il privato che verserà gli oneri di urbanizzazione: si tratta di accorgimenti infatti che richiedono solo accortezza, sensibilità e rispetto per i beni culturali che possono quindi tornare a essere testimonianze storiche e architettoniche.