Imbarco negato a disabile, Strabordo: «Manca normativa su batterie e carrozzine»

L'associazione fabrianese che promuove il turismo accessibile denuncia una carenza sul tema dei diritti e si schiera a fianco dell'Unione Nazionale Consumatori. Ente quest'ultimo che ha fatto emergere la vicenda accaduta al chiaravallese Micheal Baioni Bechtol nello scalo di Palermo

Michael Baioni Bechtol ha raccontato la sua disavventura
Michael Baioni Bechtol ha raccontato la sua disavventura

SENIGALLIA – Sulla disavventura del disabile originario di Chiaravalle, a cui è stato negato l’imbarco all’aeroporto di Palermo a causa della batteria della sua carrozzina elettrica, interviene anche l’associazione “Strabordo”. Attraverso la presidente Valeria Poeta, la realtà fabrianese che promuove il turismo accessibile vuole sostenere la battaglia intrapresa dal protagonista (suo malgrado) della vicenda Michael Baioni Bechtol e dall’Unione nazionale consumatori.

Dopo aver atteso inutilmente due ore al banco check-in dell’aeroporto di Palermo per attendere un’autorizzazione per imbarcare una batteria al litio del kit di motorizzazione della sua sedia a rotelle – non ottenuta mentre al volo di andata non ci sono stati problemi – Michael Baioni Bechtol si è visto negare l’imbarco dal personale Volotea per motivi che l’associazione definisce «incomprensibili». Ma anche la mancata assistenza per la notte ha lasciato senza parole i vertici dell’associazione. «Dopo l’ingiustificato negato imbarco, Michael è stato lasciato senza alcuna assistenza, costretto a dormire in una sala dell’aeroporto in condizioni precarie inaccettabili per un disabile».

Una disavventura che evidenzia come ancora ci siano passi da gigante da compiere sul tema dei diritti dei disabili: «Ciò che è normale e scontato per un normodotato, non lo è per un disabile. Tante sono le barriere architettoniche, burocratiche e psicologiche che un disabile deve affrontare ogni giorno. I disabili non vogliono sentirsi un peso per chi sta loro vicino, vogliono potersi muovere liberamente, in autonomia, non dovendo dipendere da altri per ogni necessità. Per questo da 10 anni ci battiamo affinché il viaggio non costituisca un ostacolo insormontabile per il disabile. Per questo la vicenda di Michael ci lascia ancor più con l’amaro in bocca».

Disagi per un disabile, la compagna e il figlio all'aeroporto di Palermo
Disagi per un disabile, la compagna e il figlio all’aeroporto di Palermo

Da un lato, sottolineano dall’associazione Strabordo, le batterie smontate non costituiscono rischi di cortocircuiti né surriscaldamenti pericolosi per la sicurezza dei passeggeri; dall’altro sono dei presidi indispensabili per non rendere il viaggio un’odissea, sia per il disabile che per l’accompagnatore, amico o partner al suo fianco. «Il vero problema è che non esiste una normativa uniforme ad hoc, che possa essere applicata da tutte le compagnie aeree. I disabili devono districarsi in una giungla di regole, non chiare nemmeno all’interno della stessa compagnia aerea, tanto che, nel caso di Michael, nessun problema è emerso all’imbarco del volo di andata».

Un vuoto normativo che deve essere colmato al più presto e per cui si è già esposta l’Unione Nazionale Consumatori – con gli avvocati Corrado Canafoglia ed Elisa Pellegrini – al cui fianco ora si schiera anche l’associazione Strabordo, con l’auspicio che gli enti competenti si mettano al lavoro per redigere direttive certe e uniformi sia per le compagnie aeree, sia per gli operatori, per i disabili sia per i produttori di tali dispositivi. «Sarebbe un passo importante verso l’accoglienza e l’inclusione sociale nei confronti dei disabili: solo in questo modo – concludono – potremo evitare il ripetersi di fatti così gravi, come quello occorso a Michael».