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Senigallia

Il Comitato escluso dall’incontro sulla sanità tra Comune, Asur e sindacati

Il futuro dei servizi ospedalieri non è stato reso pubblico, i cittadini insorgono: «Facciano un CaterRaduno in meno e un atto in più per il nostro ospedale»

L'ospedale di Senigallia
L'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – La situazione della sanità senigalliese è stata oggetto di un recente incontro tra l’Amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali. All’appuntamento del 28 agosto hanno presenziato, oltre al sindaco Maurizio Mangialardi, anche il presidente della commissione regionale sanità Fabrizio Volpini e il direttore dell’Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua, ma c’è chi è rimasto fuori e ha sottolineato come si sia persa un’occasione di dialogo.

Il momento organizzato dall’amministrazione comunale serviva per aggiornare i sindacati sui percorsi relativi alla riorganizzazione dell’ospedale di Senigallia e dei servizi socio sanitari del territorio.

Vista l’importanza dell’incontro – fanno sapere dal Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia – «Ci chiediamo che riorganizzazione sia stata presentata ai sindacati visto che al comitato non viene comunicato nulla anche se è dal 4 giugno che attendiamo l’incontro promessoci. E poi perché non hanno incontrato tutte le organizzazioni sindacali della sanità ma solo quelle che facevano comodo?».

Tra i nodi, oltre alla tac e alla risonanza magnetica, c’è la gastroenterologia, di cui si è assistito durante l’estate alla riduzione dei posti letto e alla dislocazione del personale presso altri reparti; o la questione dell’otorino, per cui è in ballo la richiesta per l’unità operativa semplice dipartimentale che garantirebbe maggiore autonomia gestionale del reparto. Anche la cardiologia sta vivendo una situazione complicata, tra il portare avanti mansioni non coperte da atti ufficiali dell’Asur (vedi Utic) e la carenza del personale medico cardiologico che allunga le liste di attesa.

«Si vantano a ogni occasione di tutelare la sanità, riferiscano allora pubblicamente sulla riorganizzazione o facciano democraticamente un grande incontro pubblico aperto alla cittadinanza se non temono di essere tacciati di false promesse – continuano dal Comitato -. Non se la cantino e se la suonino, ma ascoltino i cittadini che avvertono ogni giorno di più sulla propria pelle il peso della carenza di servizi sanitari ospedalieri. Facciano un CaterRaduno in meno e un atto in più per il nostro ospedale».