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Senigallia

Dai ciclisti marchigiani un’asta di beneficenza per chi soffre in ospedale

Dagli sportivi delle Marche e oltre, piena adesione all'iniziativa solidale per comprare tablet da donare agli ospedali italiani e far sentire meno soli quanti sono ricoverati

ciclismo, ciclisti, bicicletta

OSTRA – I ciclisti marchigiani fanno gruppo per aiutare chi sta lottando contro il coronavirus. E’ una delle ultime iniziative che sta nascendo proprio in questi giorni in cui ci si avvicina al picco epidemiologico: alcuni sportivi appassionati di ciclismo, praticanti e non, in attività o riconosciuti campioni di qualche anno fa, stanno unendo le forze per affrontare una delle salite più impegnative: quella contro il covid-19. Come? Attraverso un’asta benefica.

L’idea è di un ragazzo che va in bicicletta per passione, Alessandro Animali, che in buona sostanza vuole dare un mano a chi soffre. E così, con gli organizzatori di “A cena con i nostri Campioni” sta promuovendo un’asta di beneficenza sulle orme del progetto dell’Asd Ciclo Experience (iniziativa realizzata nel bresciano dai ciclisti Nicola Gaffurini e Roberto Ferrari).

Come funziona l’iniziativa. L’asta con i cimeli utilizzati durante la carriera dai vari ciclisti campioni aderenti inizierà lunedì 6 aprile e terminerà domenica 12 aprile alle ore 20. Allo scadere del tempo, colui che avrà fatto l’offerta più alta si aggiudicherà il cimelio. Hanno già aderito, segno di unità da nord a sud, all’iniziativa ciclisti professionisti provenienti da tutta Italia, attivi su strada, ciclocross, pista, mtb e paraciclismo. Gli organizzatori poi contatteranno direttamente i vincitori, mentre sulla pagina facebook relativa all’iniziativa saranno elencati i loro nominativi e quelli degli ospedali che verranno omaggiati con dei tablet. 

All’iniziativa si potrà aderire anche tramite bonifico sul conto corrente del gruppo sportivo dilettantistico Pianello di Ostra: IBAN – IT 53 H 08704 37500 000000006213 – causale: “Un tablet per essere meno soli”.

Perché i tablet. L’idea nasce dal fatto che le persone non dovrebbero rimanere sole nei momenti di difficoltà; come i ciclisti si uniscono in un solo gruppo per essere più concreti e incisivi possibile, così i pazienti ricoverati negli ospedali potranno virtualmente unirsi ai propri familiari e amici per farsi forza in questo periodo in cui le visite non sono ammesse, in cui le norme per il bene della collettività impongono a tutti di rimanere isolati.

Un segno tangibile di solidarietà e vicinanza per scacciare via, quando possibile, la solitudine e la malinconia, ma soprattutto un aiuto, un supporto psicologico in un momento durissimo che i malati devono affrontare in modo pressoché solitario. Come la salita che si trovano davanti i ciclisti. E allora ben venga il gruppo di gregari e compagni, ma questa volta anche degli avversari, a dare una mano. Senza distinzioni perché siamo tutti ciclisti in salita… #siamotutticampioni.