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Senigallia

Gestione covid a Senigallia: esposto del comitato a difesa dell’ospedale

Gli attivisti cittadini vogliono che venga fatta luce su come è stata gestita la vicenda coronavirus nel nosocomio di via Cellini, date le tante criticità che sono emerse anche dalla protesta dei medici all'Asur

L'ospedale di Senigallia: l'ingresso di ortopedia e chirurgia
L'ospedale di Senigallia: l'ingresso di ortopedia e chirurgia

SENIGALLIA – Prima c’è stata una lettera aperta, rimasta senza risposta. Poi vari interventi sui quotidiani. Adesso arriva l’esposto in Procura. A presentarlo è il “comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia” il quale chiede che venga fatta luce sulla gestione dell’emergenza covid per quanto riguarda il nosocomio della spiaggia di velluto.

Il comitato parte da un punto fermo, la protesta che i medici del pronto soccorso dell’ospedale di via Cellini hanno avanzato nei confronti delle istituzioni politiche e sanitarie, locali e regionali. Diverse le criticità e le perplessità sollevate dai camici bianchi che poi sono state riprese dagli attivisti senigalliesi: su tutte l’inadeguatezza della struttura ospedaliera ad accogliere oltre 100 persone positive al sars-cov2, alcune arrivate di notte e senza alcun preavviso e l’estensione della covideria anche in edifici con reparti no covid con conseguenti rischi per i pazienti che vi accedevano.

Ma durante questa emergenza sanitaria legata al coronavirus, ampia ribalta hanno avuto anche la mancanza di dispositivi di protezione individuale (prima le mascherine, poi i guanti e i camici in tnt, infine i calzari e le visiere) e di adeguati percorsi pulito/sporco per evitare la diffusione del contagio da covid al di fuori del presidio ospedaliero. Anche l’assenza di sistemi di controllo sul personale – la voce giunta alle orecchie del comitato è che alcuni tamponi siano stati eseguiti solo di recente, a emergenza quasi conclusa – e infine la carenza di medici, infermieri e macchinari.
Tra i nodi persino l’errata percezione di essere di fronte solo a qualche caso di coronavirus, quando invece nella vicina Pesaro ma in generale in alcune nazioni come Cina e Corea si assisteva a una vera e propria diffusione senza freni dell’epidemia. 

Tutte queste tematiche sono state evidenziate dal comitato cittadino prima con una lettera aperta a cui non è arrivata risposta, e ora con un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona. «Si ricostruiscano i fatti per quanto riguarda la gestione nel senigalliese del coronavirus – spiegano i referenti – perché a noi continuano ad arrivare segnalazioni che la vicenda covid non sia stata gestita nel migliore dei modi e che gli operatori siano stati mandati allo sbaraglio».