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Senigallia

Fibra ottica, disagi per i lavori e tempistica lunga a Senigallia

Interventi non ultimati, comunicazioni non fornite: da Bomprezzi (Pd) interrogazione all'assessore Regine, che replica: «Copertura provvisoria degli scavi, asfalto definitivo solo dopo l'assestamento»

SENIGALLIA – La posa dei cavi per la fibra ottica continua a generare molte aspettative ma anche vari disagi ai cittadini senigalliesi. È continua la richiesta ai propri referenti politici delle informazioni sui servizi che potranno essere attivati e sulla tempistica degli scavi che devono essere avviati o conclusi. Parte da qui dunque il dibattito politico con la consigliera Pd Chantal Bomprezzi che, tramite un’interrogazione, chiede lumi all’assessore ai lavori pubblici Nicola Regine. Recentemente è stato reso noto l’interesse di alcune aziende private e pubbliche nella copertura del territorio senigalliese, anche di quelle con meno appetibilità commerciale, con la fibra ottica. Un passo in avanti per la spiaggia di velluto, sia dal punto di vista dei residenti e delle imprese, sia dal punto di vista turistico, per rendere ancora più attrattiva la città grazie alle opportunità che si aprono con i nuovi servizi digitali, sempre più a portata di mano.

L’implementazione della rete infrastrutturale però ha dei tempi importanti: si parla di anni. Siamo ancora agli inizi del cablaggio del territorio. Bomprezzi spiega come sia Open Fiber, sia operatori privati stiano investendo importanti cifre, dell’ordine di alcuni milioni di euro, per i citati lavori. Il problema, secondo la consigliera Pd, è che in città circolano poche informazioni su quali zone saranno coperte, anche per finalità lavorative, dal servizio Ftth (fiber to the home) con connessioni ad altissima velocità. «L’assessore Regine aveva trasmesso ai consiglieri comunali i meri tracciati generali dell’intervento privato di Open Fiber, da cui non è dato evincere queste informazioni di dettaglio»; sempre lui «aveva già annunciato in consiglio comunale che sarebbero state poste in campo tutte le iniziative per una costante informazione ai membri del consiglio medesimo e alla cittadinanza». Cosa che, stando alle molteplici segnalazioni delle persone, forse non è avvenuta o non è stata completa. Da qui la richiesta di informazioni sui lavori, sulle tempistiche, sugli avvisi alla popolazione, sui disagi arrecati e sulla conformità nell’esecuzione degli interventi.

Chantal Bomprezzi

«Gli operatori che stanno lavorando su Senigallia sono Open Fiber e Tim, ognuno con un proprio piano industriale in cui vengono definite anche le loro strategie commerciali» ha dichiarato l’assessore Regine. Per quanto riguarda l’investimento pubblico, Open Fiber ha stanziato circa 6,5 milioni di euro per raggiungere una quota di 16 mila utenze con una tempistica di circa un anno e mezzo, tramite ben 370 km di fibra ottica. «Il Comune di Senigallia non può interferire più di tanto: abbiamo stipulato una convenzione che prevede l’utilizzo da parte di Open Fiber dei cavidotti dell’illuminazione pubblica per ridurre scavi e lavori sulle strade comunali a soli 25 km, il che ci restituirà in cambio l’allaccio gratuito di 30 edifici pubblici e scuole»; quali non è stato ancora stabilito con precisione.

Per quanto riguarda Tim, l’operatore privato che sta investendo su Senigallia, la cifra stanziata è di circa 4,5 milioni di euro con un progetto che, come comunicato al Comune, dovrebbe svilupparsi in 5 anni. «Il problema è che di volta in volta viene chiesta l’autorizzazione al singolo intervento, senza possibilità di essere avvisati con anticipo su quali saranno le vie interessate, sappiamo solo in linea generale le macrozone. Vogliono sostanzialmente lasciarsi libere le mani e possono farlo poiché le ditte non hanno l’obbligo di comunicare ai cittadini come si muoveranno» spiega ancora l’assessore.

Nicola Regine

«Capisco che ci saranno dei disagi ma non possiamo farci nulla. D’altronde, ogni volta che ci sono dei lavori, capita qualche disturbo arrecato alla cittadinanza. Però posso dire che entrambi gli operatori si stanno muovendo seguendo la normativa nazionale per quanto riguarda i lavori». Vengono effettuate delle piccole trincee, con scavi di circa 30-40 cm in cui passa il cavo. L’area viene poi ricoperta con un asfalto provvisorio e una colorazione solitamente rossa per comprendere subito quale sia la porzione di terreno interessata dallo scavo. Passati sei mesi, in cui il terreno si è assestato, viene fresata un’area di un metro circa, quindi più del solo scavo, e poi asfaltata definitivamente. Quindi ciò che i cittadini vedono è solo un intervento provvisoriamente chiuso e non ultimato.

Ormai manca poco però al termine dei primi interventi. Lo stesso Regine conferma che «nel giro di poche settimane dovrebbero essere chiusi i primi circuiti», quelli iniziati da Open Fiber. Ciò non vuol dire che si navigherà subito ad alte velocità, ma che potranno da lì in poi essere stipulati i contratti con i cittadini da parte degli operatori come Tim, Fastweb e altri. «Noi dal canto nostro – conclude l’assessore ai lavori pubblici – siamo al lavoro per cercare di far coprire tutte le zone, anche quelle di aperta campagna, solitamente non appetibili a livello commerciale date le poche utenze, famiglie o imprese, che vi insistono».

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