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Senigallia

Feste in spiaggia e sicurezza: il nodo dell’estate a Senigallia

Non ci saranno deroghe alle norme, assicura il primo cittadino. Le associazioni di categoria chiedono però che siano applicate ovunque in modo uniforme per non creare danni a livello di competitività turistica tra una località e l'altra

XMasters: anche feste e party sulla spiaggia di Senigallia
XMasters: anche feste e party sulla spiaggia di Senigallia

SENIGALLIA – La spiaggia di velluto deve fare i conti con la stretta relativa alle norme sulla sicurezza. Dopo la tragedia di Corinaldo, tutto è cambiato: le norme si moltiplicano, rischiano di confondere gli operatori, e nonostante non siano conosciute dagli utenti (per esempio, il ballo improvvisato durante una cena in spiaggia), devono essere fatte osservare dagli organi di controllo. Un corto circuito che rischia di far saltare l’intero impianto. E di fatto, Senigallia sta assistendo a una morìa di eventi e locali: questo l’allarme delle categorie.

I controlli vengono fatti – solo per citare alcuni aspetti – per verificare il rispetto delle norme sugli orari delle attività sulla spiaggia, sui locali di intrattenimento, sulle feste con balli, sugli alcolici, sul rumore, sulla capienza e sul sovraffollamento. Spesso vengono elevate le sanzioni o i locali vengono temporaneamente chiusi in attesa che la situazione sia correttamente ripristinata a livello burocratico e normativo. Il problema resta però scottante: non per le temperature della stagione estiva, ma per quel clima confuso che nasce anche osservando come le norme sulla sicurezza vengono applicate nelle varie località turistiche.

Proprio su questo si è concentrato Giacomo Bramucci, presidente della Confcommercio Marche Centrali chiedendo che le stesse regole siano applicate ovunque in modo uniforme. Lo scopo è ovviamente quello di non creare discriminazioni – involontarie ma nocive – ai vari operatori turistici e commerciali. Divertirsi in sicurezza si può ma servono investimenti e organizzazioni che tengano in dovuto conto tutto l’apparato normativo. Di fatto i piccoli eventi o le piccole realtà, che non hanno molte risorse da investire, sono quasi costrette a rinunciare magari anche a quell’unico evento che annualmente promuovono con le proprie forze.

Su quest’altro punto interviene invece il presidente di Oasi Confartigianato Filippo Borioni che ha giudicato recentemente la situazione di Senigallia definendola un “mortorio”: le piccole iniziative, che fanno da “contorno” a una serie di grandi eventi sulla spiaggia di velluto, soffrono di fronte a queste regole. Il problema diventa quindi come salvaguardare gli aspetti turistici avendo come obiettivo primario la sicurezza.

Sul tema il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi ha già espresso più volte che non ci saranno deroghe sulla sicurezza, nonostante il calo di eventi sia notevole e si ripercuota anche in termini di competitività tra una località turistica e l’altra. Creare eventi in un contesto sicuro è lo spirito da seguire come indicato in un’ordinanza firmata dal sindaco all’inizio dell’estate, perché le norme nazionali devono essere applicate, non c’è altra soluzione.