Le famiglie dei disabili scrivono ai politici: «Approvate subito il nuovo regolamento»

Il regolamento adeguato ad agosto 2018 prevede una compartecipazione delle famiglie troppo onerosa, ma le modifiche vanno approvate dall'Unione dei Comuni al momento impegnata su altri temi

I componenti dell'associazione Amici Disabili di Senigallia
I componenti dell'associazione Amici Disabili di Senigallia

SENIGALLIA – L’Associazione “Amici Disabili” e l’Unione Nazionale Consumatori tornano sul tema del sostegno alla disabilità con una lettera aperta alla politica del territorio. Al centro c’è il regolamento con le nuove tariffe per la criticata compartecipazione delle famiglie al servizio di assistenza che attualmente non sono sostenibili per molti nuclei familiari al cui interno c’è una persona con disabilità.

Tutto inizia a febbraio 2018, quando il Comune di Senigallia comunica via mail che per l’assistenza domiciliare rivolta ai disabili sarebbero state applicate nuove tariffe, calcolate in base all’ISEE, ma con un costo orario massimo di compartecipazione insostenibile per ogni famiglia: con la promessa che il periodo di transizione a nuove tariffe più sostenibili sarebbe stato breve, da agosto 2018 i costi sono lievitati da circa 30 euro mensili anche a 400 euro, a cui ovviamente vanno aggiunte le spese che quotidianamente servono per gestire una persona con disabilità.

Poi a dicembre 2018 arriva una proposta di modifica delle tariffe che prevede la riduzione della compartecipazione delle famiglie alla spesa del servizio, che tornerebbe a essere quindi fruibile per gli utenti con disabilità.

«Qual è – si domandano le famiglie dell’associazione Amici Disabili – ora l’ostacolo? La Politica! La nuova proposta va approvata dall’Unione dei Comuni, che da mesi è indaffarata in altri argomenti, con tempi che contrastano con quelli della vita reale e delle famiglie che da troppo ormai attendono una soluzione promessa e sostenibile economicamente. Se il Comune, per problemi di bilancio, non può sostenere tutte le iniziative promosse in questi ultimi 20 anni, crediamo non sia etico tagliare sul sociale e sui servizi alla disabilità. La disabilità è una condizione permanente, invalidante non solo per chi la possiede ma anche per le famiglie dei disabili. Una vita dignitosa, la salute, una certa autonomia, il lavoro, le relazioni sociali sono diritti inalienabili che spettano a tutti, disabili compresi, e la società deve in tutti i modi contribuire affinché questi diritti siano garantiti, soprattutto alle categorie più deboli. Non vogliamo – concludono – smettere di credere nel valore della politica, in una politica però attenta al bene di ognuno e soprattutto dei più deboli, per questo auspichiamo che questa situazione si sblocchi quanto prima».