Centro Pagina - cronaca e attualità

Senigallia

Evasione fiscale: 4,5 milioni di euro nel solo 2017. «Ma il territorio senigalliese è per lo più sano»

Sono molteplici le difficoltà a cui vanno incontro le Fiamme gialle per contrastare i reati finanziari e fiscali. Ma a parte qualche mela marcia, i cittadini della spiaggia di velluto e dei territori limitrofi sono corretti

La caserma della tenenza di Senigallia della Guardia di Finanza
La caserma della tenenza di Senigallia della Guardia di Finanza

SENIGALLIA – 4,5 milioni di euro è l’ammontare complessivo dell’evasione fiscale accertata nel 2017 dalla Guardia di Finanza nella sola zona tra Senigallia e i comuni interni di Trecastelli, Corinaldo e Castelleone di Suasa. Un’evasione per lo più messa in atto da imprenditori di nazionalità cinese, attraverso il meccanismo delle imprese “apri e chiudi”, ma non solo. A ciò poi si affiancano i risultati nel settore della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, delle frodi e delle omissioni fiscali nonché di tutti quei reati sommersi che solo un’attenta analisi della realtà territoriale può mettere in luce.

A spiegarlo è il comandante della tenenza GdF di Senigallia, Lgt. Antonio Pezzulla: «Sono fenomeni ancora lontani dall’essere debellati ma su cui si sta intervenendo costantemente: proprio grazie alle operazioni a segno delle fiamme gialle, i reati di questo tipo hanno subito una netta battuta d’arresto. Ovviamente rimane ancora molto da fare». Si perché il territorio di competenza della tenenza senigalliese è un’area tendenzialmente sana e corretta: non mancano, com’è facile immaginare, le zone d’ombra, quelle situazioni cioè dove c’è il rischio che da un errore in buona fede per esempio nella dichiarazione dei redditi da correggere si passi a un comportamento illecito da reprimere e sanzionare.

Gran parte del lavoro della Guardia di Finanza avviene incrociando dati su dati: sono numerose le analisi di rischio che vengono effettuate sui profili dei contribuenti per accertare che non vi siano discrepanze tra quanto si guadagna e quanto si dichiara. «I controlli fiscali e le verifiche sono solitamente effettuati sui profili con alto rischio di evasione o elusione del fisco: ciò significa – continua Pezzulla – che concentriamo gli sforzi su determinate situazioni, ma certamente non che tutto il resto passi inosservato».

Antonio Pezzulla
Antonio Pezzulla

Spesso gli uomini della Guardia di Finanza ricevono segnalazioni dai cittadini di Senigallia e dei comuni vicini: segnalazioni sui comportamenti più vari che possono nascondere un illecito o un vero e proprio reato. Il difficile è però avere un riscontro con quanto dichiarato: «c’è da aggiungere – afferma ancora il comandante dal 2012 alla guida della tenenza di Senigallia – che valutiamo anche il motivo per cui ci viene fatta la segnalazione: è solo un cittadino zelante oppure è una persona che faceva parte di un accordo poi disatteso? Ha un concorrente nel suo settore o è invece una vittima di truffa?»
Come la vicenda dei due giovani brasiliani in affitto in un edificio di via Podesti i quali, dopo aver concordato un affitto più basso per un monolocale, si sono ritrovati in un garage con le valigie sempre pronte per traslocare ogni tre giorni. Ma senza una ricevuta, manca il riscontro dell’accordo disatteso che può far scattare il rilievo di finanza, municipale, Asur o di qualsiasi altro ente coinvolto. «In situazioni simili – spiega Pezzulla – consiglio di informarsi prima sulla reale condizione dell’appartamento da prendere in affitto, così da evitare spiacevoli situazioni, e poi di preferire bancomat o bonifici, in modo da assicurare la tracciabilità ai pagamenti».

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

I tempi sono però cambiati e da parecchio non esiste più la soffiata che fa scovare il milionario evasore totale. Da un lato è molto raro che situazioni macroscopiche sfuggano alle analisi dei vari comandi regionali o del centro nazionale; dall’altro perché anche gli stessi evasori si sono fatti furbi. Insomma, ‘fatta la legge, trovato l’inganno‘ è un principio ancora valido contro cui le fiamme gialle dovranno combattere a lungo.

L’unico elemento positivo della crisi economica in atto, nonostante gli annunci di ripresa sbandierati ovunque, è che quelle realtà poco limpide che galleggiavano grazie a sistemi illeciti come le fatture false (cioè fatture emesse per prestazioni mai avvenute) sono andate a picco: anche grazie ai controlli incrociati tra banche dati, c’è una maggiore efficacia delle verifiche fiscali. A cui si affianca poi tanta prevenzione messa in campo dalla Guardia di Finanza in tutte le sue articolazioni territoriali, perché è solo facendo crescere la sensibilità dei cittadini verso la correttezza e la legalità che le cose potranno migliorare.

«Lavoriamo per questo in sinergia con le associazioni di categoria, con l’Agenzia delle entrate, con gli enti comunali per scovare chi tenta di eludere il fisco ma anche per dare consigli. Vorrei però spiegare che non guardiamo nelle tasche dei cittadini perché ci piace – spiega il comandante 55enne – ma solo perché è utile alla collettività che tutti paghino le tasse e ciò che è dovuto: solo se paghiamo tutti, potremo pagare meno».